Due storie di stalking diverse che per fortuna hanno però portato all'identificazione di due uomini che per settimane hanno seguito, telefonato, in sostanza terrorizzato due donne. Storie che vengono da Terracina e che hanno visto l'intervento egli  agenti della Squadra Anticrimine del Commissariato di Terracina. 


In un caso si è trattato di una giovanissima donna, poco più che ventenne, che aveva denunciato una serie di contatti telefonici, concretizzatisi sia con telefonate che con messaggi anonimi, nei quali un interlocutore le rivolgeva “pesanti” frasi a sfondo sessuale dandole altresì contezza dei luoghi in cui la stessa si trovasse e quindi palesando che la stesse seguendo.
La ragazza aveva dovuto cambiare abitudini di vita e limitare la propria vita sociale, ciononostante, per motivi di lavoro, quotidianamente era costretta ad effettuare continui spostamenti che lo “stalker”, di volta in volta, nelle sue telefonate dava prova di conoscere. Anche dopo che la vittima aveva cambiato utenza telefonica non erano cessati gli atti persecutori che giungevano perfino ad un approccio fatto di persona dal persecutore stesso. Questi nell’oscurità della sera l’avvicinava nei pressi della propria abitazione, travisato nell’abbigliamento, pronunciandole le stesse frasi indecenti.
In quel caso la richiesta d’intervento formulata al 113 dalla vittima benché tempestiva, non aveva consentito di cogliere l’autore del reato nella flagranza. Tuttavia le attività d’indagine espletate con metodi tradizionali, quali il pedinamento, in questo caso della vittima, coadiuvate dagli accertamenti tecnici, consentivano di restringere il campo dei sospettati ad alcuni soggetti. A questo punto grazie ad alcune perquisizioni domiciliari veniva rinvenuta la prova principe costituita in questo caso dal telefono utilizzato dall’indagato. Gli investigatori potevano così fornire alla vittima l’immagine del e le generalità dello “Stalker” che, con grande stupore della stessa, veniva riconosciuto nel padre di una compagna di classe delle scuole superiori.

Pertanto stanti gli elementi acquisiti, ad esito delle investigazioni l’uomo veniva deferito all’A.G. dovendo rispondere del reato di atti persecutori – Stalking.
Nel secondo caso portato a termine dalla Squadra Anticrimine del Commissariato di Terracina, dopo attività istruttoria esperita e concertata con la Divisione Anticrime della locale Questura, si è notificato l’Ammonimento del Questore di Latina, per i comportamenti persecutori contemplati dalla normativa sullo Stalking, a carico di un cinquantenne terracinese.
Questi era stato il testimone di nozze di un’unione coniugale che successivamente era volta a termine.
A seguito di questa separazione lo stesso aveva maturato un crescente ed incessante interesse sentimentale per la donna recentemente separatasi dal marito e così, probabilmente confidando nel rapporto privilegiato di “compare di nozze”, aveva intensificato i contatti con la stessa. Ben presto però la vittima si rendeva conto della vera finalità di quei ripetuti contatti telefonici e delle visite fatte dall’uomo anche sul luogo di lavoro. Questi peraltro di li a poco dichiarava apertamente il proprio interesse per la donna e nonostante il rifiuto della stessa cominciava a perseguitarla generando nella stessa un perdurante stato di ansia che determinava la vittima ad affidarsi alla Polizia di Stato formalizzando la richiesta di Ammonimento. Anche in questo caso, grazie alle testimonianze raccolte, alle attività tecniche e fotografiche, gli investigatori appuravano la fondatezza delle condotte persecutorie riferite dalla vittima che sfociavano nel Provvedimento di Ammonimento per “stalking” emesso dal Questore di Latina.