C’è ancora da aspettare per conoscere le cause della morte di Giuseppe Lancella, ovvero se l’autotrasportatore di 52 anni di Formia, morì in seguito ad una caduta fortuita dalla scale o fu spinto dal suo coinquilino Andrea Tamburrino 41 anni di Scauri. Per ieri mattina era stata fissata davanti al Tribunale di Cassino l’udienza per l’incidente probatorio nel corso della quale il medico legale, Daniele Lucidi, avrebbe dovuto spigare l’esito delle operazioni peritali. La dottoressa ha chiesto più tempo in quanto alcuni esami come quello tossicologico non erano pronti. L’autotrasportatore di 52 anni venne trovato morto il 3 dicembre scorso in una villetta di via Giovenale a Formia. I due amici vivevano da un anno insieme e il loro rapporto, come era risaputo in città, era piuttosto acceso. Spesso litigavano, ma la loro amicizia era molto solida. Quella maledetta notte probabilmente tra i due scoppiò l’ennesima lite che finì in tragedia. Una tragedia forse non voluta. Il 52enne venne trovato ai piedi della scalinata della villetta privo di vita, mentre Tamburrino venne ritrovato chiuso in uno sgabuzzino con un taglio alla gola. Un gesto di autolesionismo estremo, giustificato dal fatto che il 41enne venne preso dal panico e dalla disperazione per la morte dell’amico. Sul caso stanno indagando i carabinieri coordinati dalla Procura di Cassino che ha aperto un fascicolo di indagine a carico dell’uomo per omicidio volontario. Nei giorni successivi alla tragedia nella lussuosa villetta sono stati eseguiti sue sopralluoghi da parte del Ris. 

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