Il Carnevale senza carri allegorici è solo l’ultima tappa di una decrescita triste che sta investendo Latina nel settore del divertimento e del tempo libero. A Natale l’albero sotto al Comune senza addobbi, poi il Capodanno senza nomi di richiamo per il tradizionale concerto in piazza. Non ci sono soldi, le risorse sono poche, è meglio spendere per altre cose più importanti. Ci si sente rispondere così dagli amministratori, se si avanzano domande rispetto a queste mancanze. Salvo poi ritrovarsi davanti ai fatti, con l’amministrazione targata Latina Bene Comune che impegna 40 mila euro per una consulenza legale per capire se l’ambito di applicazione della legge Madia interessa anche il caso della partecipata dei rifiuti nostrana. Per fortuna l’hanno revocato, quell’impegno di spesa. Ma lo scenario di partenza resta invariato.
Non si spende per le frivolezze, è il messaggio inequivocabile che arriva dall’amministrazione comunale di Latina guidata da Damiano Coletta. Ma poi tocca ai genitori spiegare ai propri figli che i carri di Carnevale non ci saranno e per far contenti i propri pargoli i genitori latinensi saranno costretti a spostarsi nei comuni vicini, magari a Sermoneta o Pontinia dove i carri sfileranno, facendo la gioia di commercianti e operatori di quei comuni. 

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