Una convivenza poi degenerata in atti persecutori e violenza. La vicenda ha avuto fine ieri, quando i poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Terracina , in collaborazione con i colleghi del Commissariato di Chiusi-Chianciano Terme, hanno eseguito la misura cautelare degli arresti domiciliari, disposta dal GIP del Tribunale di Siena su richiesta del Pubblico Ministero dott. ssa Menicucci, che ha coordinato le indagini svolte dalla Polizia nei confronti di un italiano di 39 anni per minacce e aggressione nei confronti della ex compagna.  I fatti che hanno portato all’arresto  dell'uomo noto professionista terracinese di origini campane, conosciuto come persona irreprensibile ed estremamente corretta nell’ambito lavorativo, si sono svolti per circa un anno e precisamente da quando lo stesso aveva intrapreso una relazione sentimentale con una donna 45enne residente nella zona della Valdichiana.

L’uomo, che si era legato alla donna al punto da iniziare con lei una convivenza, in un crescendo di immotivate gelosie aveva cominciato a compiere nei suoi confronti atti di violenza connotati da gravi minacce di morte e disprezzo per la persona. Sono stati ricostruiti numerosi episodi di violenza durante i quali l’aggressore con schiaffi, pugni e calci provocava alla vittima lesioni personali quali lividi e tumefazioni sul volto. In un caso era arrivato perfino a morderla.

La vittima, che ben presto aveva sperimentato sulla propria pelle il lato oscuro di quel legame sentimentale, nonostante fosse riuscita ad interrompere la convivenza, non aveva riottenuto pienamente la propria libertà.

L’uomo infatti, non rassegnatosi alla fine di quel rapporto, cominciava ad esercitare nei suoi confronti uno stretto controllo. Lo  stalker la monitorava continuamente attraverso gli apparati telefonici della vittima di cui lo stesso riusciva a conoscere ogni nuova numerazione telefonica. Numerosi i messaggi minatori rivolti alla donna tra i quali immancabilmente vi erano chiare e circostanziate minacce di morte cui lo l’uomo avrebbe dato seguito se lei non fosse tornata con lui. E’ stato accertato che in un solo giorno questi ha superato i 100 contatti telefonici verso la sua vittima, inoltre si era impossessato dei codici di accesso utilizzati dalla donna per connettersi sui social network riuscendo così a carpirne le comunicazioni.

In un caso lo stesso ha perfino inventato di essere rimasto vittima di un grave sinistro stradale, in realtà mai verificatosi, sperando in un riavvicinamento della donna.

Numerosi i “raptus” durante i quali l’uomo, che non riceveva risposta alle telefonate, percorreva centinaia di chilometri per raggiungere la sua vittima e picchiarla selvaggiamente. Tra le lesioni personali che ha riportato la malcapitata figurano anche fratture di costole causate da un  violento calcio sferratole sul posto di lavoro.

Il Tribunale Ordinario di Siena - sezione GIP, condividendo le richieste della locale Procura della Repubblica, supportate dalle indagini fatte sul territorio dalla Squadra investigativa del Commissariato di Chiusi – Chianciano, emetteva a carico del violento “Stalker” un’Ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari che veniva eseguita in collaborazione con la Squadra investigativa del Commissariato di Terracina. Nei confronti dell’uomo, ristretto nella propria abitazione di Terracina agli arresti domiciliari, è fatto altresì divieto di comunicare, con qualsiasi mezzo, con la vittima e con le persone a lei prossime.