Il caso dei rimborsi gonfiati e delle somme sequestrate finisce al Tribunale del Riesame. Ieri mattina, davanti al collegio presieduto dal giudice Pierfrancesco de Angelis, è stato discusso il ricorso promosso dal sindaco Antonio Terra e dagli ex assessori Rino Savini e Cataldo Cosentino per ottenere la revoca del sequestro preventivo su 80 mila euro. Una misura disposta dal gip Mara Mattioli nell’ambito dell’inchiesta sulle «parcelle gonfiate», che vede indagati oltre ai tre politici anche l’avvocato Antonio Martini. Durante la discussione il collegio difensivo (Alessandro Vitale, Guido Fiorillo e Donato Felline) ha contestato il sequestro, sottolineando come la differenza non tracciata tra quanto ricevuto dal Comune di Aprilia e quanto bonificato all’avvocato Martini per un vittorioso procedimento alla Corte dei Conti, sulla quale si poggia l’accusa, sarebbe giustificabile con dei pagamenti in contanti effettuati dagli ex amministratori della giunta Meddi. Nello specifico il sindaco Terra (presente ieri in aula, ndr) avrebbe pagato 2850 euro in contanti e il restante (17 mila 650 euro) con un bonifico. Una cifra simile per Savini e decisamente più bassa per Cosentino, che avrebbe una differenza di circa 50 euro tra i soldi tracciati e quelli bonificati. 

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