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Gestione della città, ora l'opposizione incalza il sindaco Piccaro

I capigruppo di minoranza hanno inviato una lunga nota. Presentata anche una richiesta per la convocazione di un Consiglio straordinario

Gestione della città, ora l'opposizione incalza il sindaco Piccaro

Archiviata la fase dei dissidi tutti interni alla maggioranza guidata da Nancy Piccaro, che in due mesi ha perso gli esponenti di Lega e Forza Italia che avevano con i loro voti concorso all'elezione del primo cittadino sostenuto da quella che sembrava una squadra perfetta, "Tradizione e Futuro", la politica di Roccagorga entra inevitabilmente in una nuova fase, anche se le opposizioni tornano a tuonare sulla gestione di diverse questioni e, soprattutto, sull'impronta che non sarebbe riuscita a dare l'attuale amministrazione a poco meno di un anno dalle elezioni.

In una nota i capigruppo di minoranza, Sante Tullio del Partito Democratico e Gianluca Frateschi di Uniti per Roccagorga, hanno confermato di aver preparato diverse richieste che presto finiranno tra i documenti del protocollo comunale, tra le quali quella di una convocazione di un consiglio comunale straordinario.

«E' evidente - spiegano i due leader delle minoranze - che la situazione nella nostra comunità stia degenerando e logora rapporti di lavoro e personali. Lo si vede non solo dall'inadeguata presa di coscienza degli amministratori di quanto grave sia la situazione dell'azienda speciale Vola, dove il consiglio di amministrazione è formalmente caduto e il direttore si limita per impegni presi alla solo gestione ordinaria, accollandosi tutto il peso operativo e legale di una azienda ma anche dalla mancanza di prospettive di un piano decantato ma mai esposto. Eppure gli atti e le azioni da intraprendere - proseguono i due esponenti delle opposizioni - sono scritte nei regolamenti di gestione e inequivocabilmente sono di facile comprensione».

Quello che viene contestato all'amministrazione è l'inerzia con la quale sarebbe stata affrontata la crisi all'interno dell'azienda speciale, con il presidente del cda dimessosi lo scorso 4 maggio senza che dalla maggioranza si sia alzata una voce o sia stata presa una decisione sul futuro della stessa azienda: «Ci sono tempi tecnici per fare le convocazioni - concludono Tullio e Frateschi - e aspettare oltre produce enormi inefficienze per azienda e lavoratori, che non fanno che aggravare ulteriormente una situazione già drammatica. Siamo stati da sempre disposti a trovare soluzioni a salvaguardia del lavoro di tutti i dipendenti, come già richiesto a gennaio con la commissione d'indagine». Una richiesta che non fu accolta dalla maggioranza.

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