Si è conclusa pochi minuti fa, la conferenza stampa del Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, nel quale è stato illustrato il nuovo progetto del Recovery Plan del Governo per far ripartire la Nazione in questa nuova fase segnata dall'emergenza Coronavirus. "Da oggi riapriamo i nostri confini regionali, e possiamo tornare a spostarci tra regioni senza autocertificazione - ha dichiarato Conte - È una decisione presa in piena consapevolezza, perché i dati della curva epidemiologica dimostrano che il sistema di controllo da noi adottato sta funzionando, così come sta funzionando il nostro indirizzo politico di procedere ad aperture progressive in base al monitoraggio dell'emergenza". Eppure, per Conte questa conferenza non è stata solo l'occasione per ribadire la questione della riapertura dei confini, ma anche per inviare un altro messaggio: "Questa crisi deve essere un'occasione per rilanciare l'Italia dalle fondamenta, per superare quei problemis trutturali che si trascinano da tempo e che stiamo verificando in questi mesi di emergenza".

Insomma, Conte parla di "un nuovo inizio". Per farlo, "dobbiamo agire uniti e con impegno. Abbiamo un'occasione storica: la Commissione Europea ha messo sul tavolo una proposta da 750 miliardi di euro tramite recovery fund, con particolare attenzione ai Paesi più colpiti dal Coronavirus. Dobbiamo cogliere questa opportunità e saper spendere bene questi soldi. Sulla nostra capacità di spesa e sul progetto di Paese che sapremo realizzare, si misurerà la forza e la credibilità del sistema Italia.

Per questo, Conte annuncia che il Governo sta già lavorando al Recovery Plan, il quale dovrà raggiungere numerosi obiettivi. Alcuni di questi, sono stati citati proprio durante la conferenza: modernizzazione del Paese tramite digitalizzazione; innovazione e banda larga per tutti; capitalizzazione delle imprese e delle filiere; rendere strutturali misure come Impresa 4.0; rilanciare investimenti pubblici e privati tagliando la burocrazia; investire in reti telematiche, idriche ed energetiche; puntare sul diritto allo studio. Poi un breve passaggio sui tempi della giustizia: "La durata media dei processi sconsiglia agli investitori di venire in Italia. Il nostro Codice Civile risale al 1942 e non è mai stato riformato. Non è accettabile".

Tutti questi punti, come spiegato da Conte, sono già sui tavoli delle Commissioni parlamentari competenti, a cui il Premier lancia un appello, chiedendo a tutti di lavorare insieme ed uniti per velocizzare la realizzazione di questo progetto.