L'ennesima apertura di Mauro Visari alla ricandidatura di Damiano Coletta come sindaco viene liquidata dal segretario provinciale del Pd Claudio Moscardelli come «un'opinione personale». Perché la linea del partito, secondo l'ex senatore, non cambia: i dem vogliono costruire una coalizione di centrosinistra alternativa alla destra, ma anche a Coletta. Che non potrebbe essere sostenuto come candidato sindaco anche per il semplice fatto che il Pd è all'opposizione della sua amministrazione.

Certo le parole di Visari che in passato è stato tra i maggiori pontieri tra Lbc e Pd, lasciano il sospetto che come sempre nei Dem ci siano posizioni dissonanti. Ma Moscardelli, in tal senso, allontana i sospetti: «Siamo uniti e la linea è tracciata».
Per il Pd l'amministrazione Coletta va archiviata e al più presto. Ma i dem chiudono sul sindaco, a loro dire ormai bruciato come immagine rispetto alla città, ma non al movimento. Il Pd sta facendo un lavoro sotterraneo, ma molto ben avviato che punta a sottrarre a Coletta buona parte di quel che resta di Lbc. Anche perché, è la riflessione che va per la maggiore tra i dem, quando si accorgeranno che Coletta è solo, faranno in automatico le loro considerazioni. I dem attendono in particolare un evento che potrebbe innescare una reazione a catena: le dimissioni da assessore di Silvio Di Francia, che appunto è un esponente del Partito democratico. Un passo indietro di una delle figure più apprezzate e capaci della giunta, potrebbe rappresentare un colpo pesantissimo per Coletta.
Il segretario provinciale del Pd dice solo che «al momento stiamo proseguendo gli incontri coi partiti e sono molto positivi. Entro l'estate sono certo che riusciremo a scegliere il candidato sindaco». Una mossa che servirà a prendere un vantaggio sul centrodestra, che nonostante le apparenze è più diviso che mai e che per la verità ha proprio il grande problema di non avere un candidato sindaco.
Moscardelli ha letto nei giorni scorsi le parole di Coletta e le commenta così: «Un intervento fuori tempo massimo e senza credibilità: è un problema e non una risorsa». Moscardelli ha invece apprezzato l'intervista di Latina Oggi a Renato Archidiacono.

Anche il consigliere regionale Enrico Forte, insolitamente attivo in questi giorni sui social, è tornato sul tema delle elezioni e nel suo ragionamento, partito dalla sconfitta da lui subita nel 2016, indica come almeno per lui la linea del 2021 sia quella condivisa con Moscardelli e il collega La Penna. «Oggi non ho ruoli di nessun tipo da rivendicare o da reclamare, penso però che ci sia bisogno di un cambiamento reale. Costruire un campo largo di forze, di donne e uomini con una proposta realmente innovativa e con un candidato sindaco che la sappia rappresentare al meglio. Tutto in una dialettica politica chiara e netta, in cui visioni diverse della città possano confrontarsi. Non abbiamo bisogno di "consiglieri", bensì di idee, competenze e trasparenza. Tocca alla politica riappropriarsi del proprio ruolo e della propria funzione».