Le prime critiche dopo le dimissioni di Lessio erano arrivate dal Pd (che ha parlato della "certificazione del fallimento di Lbc"), partito spina nel fianco di Coletta soprattutto in questi giorni nei quali Moscardelli ha chiuso ad ogni ipotesi di confronto con la maggioranza che guida il Comune. E oggi nella conferenza stampa per presentare il nuovo assessore Dario Bellini, il sindaco Coletta ha colto l'occasione da una domanda per rispondere per le rime al Pd: "Sono sette assessori che hanno abbandonato fino ad oggi – ha spiegato quando gli è stato chiesto se questa trafila di dimissioni non fosse un segno di debolezza di giunta e maggioranza - ma io ritengo che ci siano momenti fisiologici nella politica e turn over che hanno fatto parte anche di altre giunte.

Non ci scordiamo che molti di noi non avevano esperienze politiche ma altri background. Se poi devo rispondere a Tiero e Moscardelli che hanno fatto un'accoppiata in provincia e un certo tipo di accordo, c'è proprio poco da dire. Io ho rispetto per i partiti, non entro nelle loro dinamiche interne. Qualche giorno fa ho aperto politicamente a tutte le forze moderate e di area progressista con un campo largo costituito da tutti coloro che prendano le distanze da quello che io continuo a chiamare il "comitato di affari" che ha rovinato la città per anni". Coletta ha criticato anche le posizioni dissociate tra il presidente provinciale Visari e il segretario provinciale Moscardelli: "Forse devono chiarire qualcosa al loro interno, ma il Pd rischia, in questo modo, di scegliere l'isolamento politico. L'esperienza del 2016, del resto, ha dimostrato la difficoltà del Pd, rappresentata dal suo segretario, di dialogare con la città. A me sembra che il rischio, per i dem, sia quello di replicare lo stesso schema». Poi il sindaco ha concluso così: «Dialogare solo con i partiti significa non dialogare con la città. Se si continua a credere nella fusione a freddo fatta nei salotti di partito si perde di vista la realtà».