«Il centrodestra nel 2021 andrà unito». Il portavoce di Fratelli d'Italia Gianluca Di Cocco si spinge avanti e assicura che la coalizione, nonostante le divisioni che sono palesi a Terracina e Fondi, non si ripeteranno a Latina il prossimo anno. Una sicurezza, quella di Di Cocco che nasce dagli incontri con i colleghi di Lega e Forza Italia. La coalizione, infatti, a livello comunale, parla e si confronta, aiutata anche dal fatto di essere rappresentata in Consiglio. La scorsa settimana, ad esempio, i consiglieri dell'opposizione si sono ritrovati assieme attorno a un tavolo per discutere delle strategie da seguire in questi ultimi mesi di amministrazione Coletta. Certo incomprensioni e sospetti continuano ad esserci tra i partiti, ma a livello di Consiglio comunala la saldatura appare solida. Per questo il portavoce di FdI esprime sicurezza sulle prossime mosse e sull'intesa in vista delle comunali del 2021.

«Ritengo però importante sottolineare - aggiunge Di Cocco - come già ho avuto modo di dichiarare in passato, che prima di tutto bisogna parlare di programmi e di una visione per la città». Ma anche Di Cocco è consapevole che il vero pomo della discordia sarà il candidato sindaco. «Tutti possono avere la possibilità di poter esprimere un proprio candidato al ruolo di primo cittadino». Ma sarà un politico o un esterno che "aggrega"? «I partiti devono assumersi la responsabilità della guida della città capoluogo - dice convinto Di Cocco - Qualsiasi candidato di altra natura sarebbe un'imperdonabile mancanza di responsabilità sia nei confronti dei nostri concittadini, sia nei confronti di una classe dirigente locale che sicuramente più di altri è all'altezza del compito. La figura che verrà scelta, sarà capace di amministrare bene la città dopo cinque anni di autentici disastri della Giunta Coletta, ma soprattutto sarà percepito dai cittadini di Latina come una persona in grado di rappresentare al meglio il Comune Capoluogo in tutte le sedi». Con queste affermazioni Di Cocco toglie il velo su uno dei ragionamenti che tengono banco all'interno del centrodestra: candidare un consigliere uscente o comunque un "politico" per il dopo-Coletta.

Secondo una corrente di pensiero, che va per la maggiore ed è trasversale tra i partiti del centrodestra, l'amministrazione che seguirà a quella civica non potrà avere un leader che non sia un politico. Ed è qui, però, che il ragionamento si ferma. Il centrodestra, infatti, un nome di questo genere non ce l'ha. Salvo andare a pescare tra la vecchia classe politica, quella su cui il centrosinistra e gli altri avversari, avrebbero gioco facile nel criticare e attaccare. Oppure pescare tra gli attuali consiglieri comunali.