Lui, prendere o lasciare, è uno che non si tira indietro. Claudio Moscardelli, ex senatore e oggi segretario provinciale, da più di un decennio tesse i destini del Partito Democratico, inossidabile alle alterne fortune che lo caratterizzano, agli scontri verbali, alle alleanze e alle tensioni di corrente cucite sui tavoli interni.  Caparbio, anche oggi, nel voler rilanciare forme e coordinate della politica di fronte alle spinte ondivaghe del civismo e del populismo di destra e nel volerne rinnovare forme, metodi e volti per rifedelizzare l'elettorato ad un anno dalle elezioni nel capoluogo. Oggi la sfida è rinnovarsi e farlo in una coalizione aperta e che si confronti su ciò che serve alla città, sapendo anche prescindere dal dilemma Coletta sì/Coletta no.

Primarie di coalizione per scegliere il sindaco e, se vuole può partecipare, anche Damiano Coletta. Lo avete detto in una nota firmata da Lei, Nicoletta Zuliani, Enrico Forte, Alessandro Cozzolino e Roberto Masiero, come siete arrivati a questa scelta visto che fino a qualche tempo fa nelle posizioni ufficiali sembrava molto forte la critica a Coletta?

La critica sulla gestione Coletta rimane, abbiamo completato il periodo della consiliatura restando all'opposizione nonostante ci siano stati tentativi di collaborazione e siamo arrivati a questa ipotesi per rispondere appello delle Sardine e di altre forze politiche e arrivare ad una inclusione più larga possibile.

Su questa posizione sono già arrivate aperture di Italia Viva, Azione di Calenda e Articolo 1, come procederete nel dialogo con altre forze politiche?

Attraverso incontri e attraverso un tavolo comune per concordare i passaggi sia per l'elaborazione dei programmi che per il candidato sindaco, ma il perimetro di queste forze va allargato, siamo solo all'inizio e vogliamo incontrare e coinvolgere associazioni e movimenti perché stiamo lavorando ad un'alleanza cittadina per un progetto nuovo di governo della città. Latina sconta una doppia crisi, quella generale del paese per l'emergenza Covid con problemi drammatici ma anche opportunità economiche nuove grazie alle risorse del Governo da gestire, e quella locale perché commercio, artigianato, imprese, mercato del lavoro sono in difficoltà e i cittadini sono alle prese con venti anni di amministrazioni non adeguate oltre alle vicende connesse al tema della criminalità nel rapporto con le istituzioni. Di fronte a queste problematiche nazionali e locali, che rendono Latina una realtà difficile, non possiamo più guardare e credere alla retorica del populismo e dell'antipolitica che vengono rispolverate in tempo di elezioni con le quali si pensa solo di catturare il consenso dei cittadini.

E l'alternativa?

C'è bisogno di competenza, solidità, capacità di attrarre risorse per realizzare servizi per la città, occorre un progetto, appunto, che metta insieme associazioni, movimenti liste civiche e anche i cittadini di diverso orientamento politico che si riconoscano in un piano credibile per la città. Se non saremmo riusciti a convergere con le forze politiche con cui dialoghiamo su un nome riconoscibile e condiviso, a quel punto celebreremo le primarie e se il sindaco vorrà partecipare a questo progetto non c'è alcuna preclusione a patto che sia consapevole che parliamo di un nuovo progetto politico sul quale non accettiamo pregiudiziali.

Pregiudiziali come quelle sul metodo? Lbc di recente ha contrapposto il proprio metodo a chi invece «cede invece il passo quel vecchio modo di fare politica arroccato su posizioni che puntano alla conservazione di ruoli, come sta facendo in questi giorni una fronda del PD». Si sente chiamato in causa?

Io non so a cosa si riferisca Lbc, qui vedo solo l'armamentario della retorica dell'antipolitica per evitare di parlare dei problemi della città, è un tentativo di distrazione. Poi quando parlano di arroccamenti, è chiaro a tutti chi si è arroccato sulle proprie posizioni e chi è aperto e inclusivo…

Nella vostra nota sulle primarie manca la firma di Salvatore La Penna, segno di una resistenza interna a questa opzione?

Mercoledì ho chiesto al segretario regionale del Pd di incontrarci per fare il punto della situazione nel capoluogo, abbiamo definito la strategia di avvicinamento alle elezioni facendo riferimento ai colloqui con i movimenti: in quella sede tutti abbiamo condiviso l'impostazione stabilita, anche il consigliere La Penna è d'accordo, lo garantisco. La nota è stata firmata solo dai rappresentanti politici dem di Latina, ecco perché manca la sua sigla.

Un anno fa, di questi tempi, era iniziato il dialogo con Coletta per definire l'ingresso in giunta del Pd, furono proposti due nomi al sindaco ma Lbc non li accettò. Anche allora era forte la vostra critica sui rifiuti. Dopo appena 10 mesi Lessio si è dimesso, è la riprova che il sindaco avrebbe dovuto fare scelte diverse?

Io dico semplicemente che il Partito Democratico deve organizzare il consenso intorno a una proposta guardando quello che serve alla città. In quel caso il Pd, pur prendendo atto di una difficoltà dell'amministrazione a cui non abbiamo fatto mancare proposte e critiche, rispose unitariamente ad un appello del sindaco su un progetto nuovo in cui il nostro ingresso segnava un cambiamento fissato in un documento programmatico che parlava di sviluppo, economia, cultura, attenzione ai borghi. Noi eravamo aperti ai cambiamenti e scommettavamo sul fatto che si potesse collaborare. Il sindaco ha detto no all'accordo, una scelta che ritengo ancora incomprensibile e che può avere un solo significato in mezzo a tante opportunità di aprire e includere: perché non voleva l'accordo. Oggi, se dovessi basarmi solo sull'ultima nota del consiglio generale di Lbc vedrei solo un movimento chiuso e arroccato sull'antipolitica che vuole rispolverare in modo anacronistico la campagna elettorale 2016. Sui rifiuti, poi, i fatti ci hanno dato ragione...

Ecco, sentiamo perché...

Perché è stata una follia quella di far fallire una società che era stata portata in utile dalla gestione commissariale, una scelta senza senso che significava far andare la discarica in mano al privato e comportare un dispendio enorme di risorse con il pagamento di decine di milioni di euro alla Latina Ambiente. Il risultato poi di convergere su Abc è oggi un servizio scarso, un piano industriale non credibile e milioni di euro da pagare all'ex gestore.

Ora parliamo di voi. Partendo dal presupposto che lo scenario politico è mutato rispetto al 2016, cosa deve fare il Pd per non ripetere gli errori di quella tornata elettorale?

Noi abbiamo discusso molto e abbiamo convenuto di non ripeterli e di fare una scelta insieme sul candidato sindaco, sia nell'ipotesi di trovare la figura che metta d'accordo la coalizione sia in caso di primarie. Dobbiamo essere uniti e non dividerci su ipotesi di nomi diversi, proprio per non ripetere gli errori del 2016 dove siamo arrivati a una candidatura comune ma con un partito diviso. Si sceglierà tutti insieme e concordi. L'unità del Pd è presupposto fondamentale di questo progetto.

Enrico Forte ha detto di recente che «fare un'alleanza solo per evitare che il centrodestra torni alla guida di Latina, mi pare il modo sbagliato di affrontare la questione», lei che ne pensa?

Sì con Enrico condividiamo questa visione in maniera completa. Ho posto il tema di come sia sbagliata l'impostazione di chi propone il fronte popolare delle sinistre contro il ritorno della destra. E' un errore per due motivi: stiamo parlando di amministrazione e la proposta dovrà migliorare le condizioni della città, e poi se dovessimo impostare il confronto sul sindaco della città non sul merito dei problemi ma sulle appartenenze politiche nazionale, Latina sarebbe la città meno indicata...

 

Quando comincerete a parlare di programmi prima che di nomi e candidati? Insomma, che volete fare per questa città?

Mi fa piacere questa domanda perché il Partito Democratico ha portato avanti in questi mesi, nonostante il lockdown, tanti tavoli tematici in videoconferenza su ambiente, sanità, infrastrutture, servizi sociali, abbiamo collaborato e lavorato per ottenere risultati per la nostra città. Per il Pd punto fondamentale per rilanciare Latina sono gli investimenti pubblici e abbiamo lavorato su due direttrici sul tema delle infrastrutture. La prima è che il Cipe ha approvato il 25 giugno la proroga di due anni del termine di adozione dei decreti di esproprio connessi al progetto dell'autostrada Roma- Latina, confermando il carattere strategico dell'opera, l'altro tassello che aspettiamo è il decreto di prossima emissione del Ministero delle infrastrutture. Con il Pd abbiamo lavorato con il Ministro De Micheli, il sottosegretario Margiotta e il costante impegno della Regione Lazio con il Presidente Zingaretti e l'assessore Alessandri producendo il risultato pieno di far rientrare l'opera tra quelle di interesse strategico nazionale per la ripresa dell'Italia, che sarà inserita nell'elenco delle 29 opere interamente finanziate con la nomina di un commissario straordinario per l'attuazione. Altro elemento importante è il decreto regionale sulla nuova rete ospedaliera in cui è inserito il nuovo ospedale del Golfo ma anche il nuovo ospedale di Latina, sorgerà a borgo Piave in un'area di tredici ettari e la Regione lo finanzierà con oltre 200 milioni di euro. Abbiamo lavorato con gli assessori anche per uscire dal commissariamento della sanità, un risultato fondamentale. La Asl è stata riconosciuta tra le migliori a livello nazionale, l'ospedale sta diventando un riferimento di eccellenza ed è vicino all'accreditamento come struttura di secondo livello, senza contare che non siamo più tributari agli ospedali romani per tutti gli interventi complessi e che lavoriamo su ricerca, diagnostica ed erogazione di cure con tecnologie sempre più avanziate. Do atto al direttore generale Casati di aver fatto un eccellente lavoro con l'organizzazione che ha prodotto nuovi servizi territoriali, la telemedicina, l'abbattimento delle liste di attesa, e il recupero del pregresso sulle liste della diagnostica. Il Pd lavora ai programmi, ma con un distinguo importante: non vogliamo calarli nella coalizione, ma aprire un confronto con tutti. Il Pd come forza di governo testimonia che lavora per dare risposte alla città.