«Dialogo col Pd? Coletta lasci perdere, è tempo sprecato». Il "consiglio" arriva da una costola di Lbc, ossia Sezze Bene Comune, il movimento civico che si è presentato alle amministrative nel paese setino e che fa parte delle cosiddette Civiche pontine, tanto da avere una propria rappresentanza in Provincia, con la consigliera provinciale Rita Palombi. Una lettera aperta quella dei cugini di Sezze Bnee Comune che invitano Coletta a diffidare dal Pd e a procedere per la propria strada. Un pensiero che non mancherà di trovare sponde all'interno stesso di Lbc, dove in molti la pensano esattamente così, e non da oggi.

La lettera dei setini benecomunisti inizia con la presa d'atto che il Pd ritiene di essere "cosa altra" rispetto a Latina Bene Comune. «In effetti,  anche noi qui a Sezze, nella ormai ex Stalingrado rossa dei Monti Lepini, ci siamo accorti che il Pd è altro. Non si riesce a definirne i contorni. Il Partito Democratico, ci fa venire alla mente il teatro pirandelliano uno nessuno e centomila». Poi un paragone forte, al limite dell'insulto. «Il Pd - si legge nella lettera aperta di Sbc - è come il virus Covid 19: si trasforma, si occulta, si depotenzia, sparisce. Basti pensare come si sia dissolto in molti comuni della Provincia, mentre si riscontra qualche flebile traccia in alcuni paesi dell'entroterra montano, anche se, sono realtà di ultimi avanposti dove sta scomparendo definitivamente». Poi il riferimento a una ferita ancora aperta, quella delle elezioni provinciali. «D'altronde, caro sindaco Coletta - si legge sempre nella missiva - era prevedibile che il Pd facesse questa scelta, visto  ciò che successe alle elezioni in Provincia,  in linea con Enrico Tiero di FdI che sintetizzò in una delle sue interviste: "...Il mio obiettivo politico era quello di tenere lontano Coletta da via Costa, e ci sono riuscito". Un obiettivo condiviso dalla maggioranza all'interno del Partito Democratico, e che si estenderà anche al Comune di Latina nella prossima tornata amministrativa».

Poi, come abili commedianti, quelli di Sezze Bene Comune, pongono una serie di domande sul perché il Pd avrebbe dovuto sostenere Coletta. «Però, sindaco Coletta, Lei che pensava di ricandidarsi solamente per Avere eliminato il malaffare a Latina? Avere quasi azzerato i miliardi di debiti fuori bilancio delle precedenti amministrazioni? Aver dotato tutti gli edifici pubblici delle certificazioni per la sicurezza degli utenti? Aver attivato le procedure previste dalle leggi in materia di appalti pubblici ed incarichi professionali? Solo per questo,  il movimento LBC pretende di ricandidarla a sindaco? Ci pare poco per i suoi quattro anni di governo. Guardi invece Sezze, dove amministra il Pd: scuole in sicurezza, amministrazione efficientissima e una raccolta differenziata che ha raggiunto la mirabolante percentuale del 21% in 15 anni» scrivono con evidente sarcasmo da Sbc. «La ricandidatura del Sindaco di Sezze, a due anni dalla fine del suo mandato e che supponiamo essere del Pd è frutto dei successi amministrativi. Con tali successi, il Partito Democratico, poteva aspettare ancora per ufficializzare la ricandidatura del sindaco Di Raimo? Ricandidatura, avallata dalla segreteria provinciale alla luce dei grandi risultati amministrativi setini che purtroppo non possono essere paragonati a quelli di Latina». La conclusione è un invito a Coletta ad andare avanti. «Lei, sindaco, ha avviato un percorso basato sulla legalità, sulla trasparenza amministrativa e in difesa del bene comune. Vada avanti, caro Damiano, con orgoglio perché il seme del coraggio di lottare rimarrà». Parole e prese di posizione che mostrano con evidenza come tra Lbc e Pd il dialogo possa funzionare solo allo scopo di contrastare il centrodestra. Per il resto non esiste alcuna base comune. Troppo forte il peso dell'antipolitica e dell'antipartitismo che hanno animato la nascita di Latina Bene Comune e che non sono scomparsi, anzi, in quattro anni di amministrazione della città.