Sono tre i nomi sui quali la Lega sta aumentando la pressione per sottrarre altri senatori alla maggioranza rosso-gialla. Si tratta delle senatrici del M5S Marinella Pacifico e Tiziana Drago e del loro collega di gruppo Mattia Crucioli. La Pacifico è esponente del M5S di Latina e già in passato era stata data come "a rischio", corteggiata sempre dal Carroccio.


A Palazzo Madama sta accadendo quel che in ogni Legislatura accade, a un certo punto. Da diversi anni i voti di maggioranza al Senato sono sempre risicati e basta un nulla per modificare gli equilibri e spedire "sotto" il Governo di turno, innescando così una crisi. Anche la maggioranza formata da Pd e Movimento 5 Stelle non fa difetto a questa regola: al momento tra addii volontari, espulsioni ed epurazioni varie, la maggioranza si regge sul filo e sono sufficienti un altro paio di addii per mettere a rischio il Governo, praticamente ad ogni votazione. Ragione per cui, è evidente che dall'opposizione si stiano muovendo con grande impegno.


In quest'ottica sembra proprio che le sirene leghiste si siano indirizzate verso Marinella Pacifico, senatrice pontina del Movimento 5 Stelle. Ma di contatti veri e propri non ce ne sono stati. Inoltre, Matteo Salvini ha smentito ancora ieri che da parte della Lega si faccia campagna acquisti. Secondo lui sono gli altri che bussano alla sua porta: «Porte aperte a donne e uomini perbene e capaci, lo stanno facendo da tutti i partiti, perché siamo seri e credibili, pronti a vincere le prossime elezioni».


I rumors parlano di un tentativo di contatto da parte dei leghisti pontini con la senatrice M5S, ma lei non ha accolto l'invito. Ma nel Carroccio sono convinti che sia questione di tempo. Questo non è il momento di affondare il colpo, ma di certo quelli della Lega potrebbero presto avviare i contatti e provare a convincere la Pacifico a lasciare i 5 Stelle. Certo che ufficialmente di segnali la senatrice pontina non ne dà. Anzi, oggi resta praticamente l'unica parlamentare di M5S a Latina e provincia (l'altro, Trano, è stato espulso). Ma si sa, le vie della politica sono infinite.