"Serve una proroga per gli adempimenti fiscali delle imprese. Non si può far pagare chi per mesi non ha incassato". A dirlo è il presidente della commissione Finanze della Camera Raffaele Trano. Il deputato pontino ha fatto formale richiesta al ministro dell'Economia Roberto Gualtieri affinché ci sia un intervento di proroga dei termini. 

"Non si può chiedere a chi non ha incassato un euro durante il lungo lockdown e che fa ancora un'enorme fatica a rimettersi in piedi di pagare il saldo e l'acconto delle imposte sui redditi e tutti gli altri versamenti tributari ed adempimenti fiscali in scadenza nei mesi di luglio e agosto. Sono azioni del genere che minano la ripartenza, condannano a morte il tessuto produttivo e creano tensioni sociali - afferma Trano - Non si può chiedere uno sforzo del genere a chi è sul lastrico, vanificando in tal modo gli enormi sforzi fatti con i diversi Decreti, necessari per dare un po' di ossigeno al Paese ma che ci hanno costretto a indebitare anche le future generazioni.

Occorre una proroga. Uno strumento ancor più necessario considerando il dumping fiscale che subiamo da altri Paesi dell'Ue, i cosiddetti frugali, che poi si ergono a paladini della buona tenuta dei conti e cercano in ogni modo di ostacolare gli aiuti necessari all'Italia. A tal fine ho scritto una lettera al ministro dell'economia e finanze, Roberto Gualtieri, chiedendo un suo intervento affinché dopo il Covid-19 non sia questa volta il Governo ad assestare un colpo che potrebbe risultare fatale a troppe aziende. Continuano a giungermi notizie di imprese pontine in enormi difficoltà e senza un minimo di sostegno il rischio che tali realtà finiscano anche nelle mani della criminalità organizzata è enorme, partendo da pezzi pregiati della nostra economia turistica nei centri del litorale. La recente analisi fatta dalla Direzione investigativa antimafia in tal senso è impietosa e il quadro della situazione della provincia di Latina inquietante.

Le giuste preoccupazioni della Ragioneria per i conti pubblici passano in subordine rispetto ai margini di flessibilità sull'indebitamento straordinariamente giustificati dall'emergenza e post emergenza sanitaria. Vanno poi considerati gli adempimenti straordinari richiesti ai professionisti per assistere le imprese durante l'emergenza Covid e le limitazioni lavorative, che hanno limitato fortemente il tempo ordinariamente impegnato nella predisposizione di dichiarazioni e liquidazione di pagamenti. Basta una semplice moratoria delle sanzioni per chi potrà ottemperare agli obblighi fiscali, con notevoli sacrifici, non prima del 30 settembre. Il Governo guardi al Paese reale".