E' ancora un porto «in cerca d'autore» quello di Rio Martino, con tali e tante criticità che non permettono di usufruirne al meglio e frenano anche lo sviluppo dell'area. A cominciare dai problemi strutturali fino ad arrivare a quelli giuridici nel merito delle competenze attuali e di chi debba gestirlo in futuro, se Regione, Comune o Provincia. Per questo motivo con determina a firma del dirigente all'ambiente Giuseppe Bondì pubblicata venerdì scorso sul'albo pretorio il Comune di Latina ha deciso di affidare una consulenza da oltre 40mila euro ad uno studio legale di Roma. Tra le motivazioni quella per cui «sussiste la necessità di affidare il servizio di consulenza legale a professionalità esterne caratterizzate da competenze altamente specialistiche legali amministrative e tecnico-economiche perché è interesse preminente di questa amministrazione addivenire all'instaurazione di un rapporto concessorio che permetta la fruizione del canale Rio Martino da parte dell'utenza». Cosa dovranno fare i legali pagati dal Comune? In sostanza – si legge nell'atto – «dovranno valutare l'insieme degli interessi pubblici e privati sottesi alla complessa vicenda storica e giuridica del porto e analizzarne i relativi rischi di contenzioso e le correlate azioni per la tutela dell'interesse pubblico anche per mezzo di approfondita analisi e valutazione di quanto approvato con l'accordo di programma, per la realizzazione del porto canale di Rio Martino, analisi delle competenze spettanti al Comune, alla luce delle recentissime sostanziali modifiche apportate dalla legge regionale (L.R. n. 1 del 27.02.2020), in merito al rilascio della concessione demaniale per la realizzazione e la gestione del porto turistico e/o approdo turistico e/o punto d'ormeggio sull'area sita nella foce del canale Rio Martino, per la parte ricadente nel territorio del Comune di Latina; individuazione, sulla base degli interessi pubblici sottesi, dello strumento normativo corretto di affidamento della concessione, anche attraverso il project financing». L'incarico, affidato allo studio legale Brugnoletti & Associati di Roma che sarà di supporto al RUP Giuseppe Bondì per un costo di circa 43mila euro, solleva molte perplessità, senza voler dimenticare che un anno fa il Consorzio Nautico Borgo Grappa presentò un progetto di completamento del Porto Canale per renderlo accessibile e utilizzabile. I primi a chiedere chiarezza sul fronte politica sono i consiglieri comunale della Lega Massimiliano Carnevale e di Forza Italia Giovanna Miele. «E' stato dato un incarico esterno per capire come procedere nella gestione del Porto di Rio Martino - scrivono in una nota - un modo per allungare ancora i tempi di soluzione di uno dei problemi più gravi che attanagliano il lido. A nostro avviso è una decisione incomprensibile. La Marina di Latina, ancora una volta, viene abbandonata a se stessa, spostando più in là la soluzione dei problemi. In quattro anni di amministrazione non abbiamo percepito da parte di Coletta alcuna visione sulla Marina, nessun progetto serio in grado di rilanciare il litorale». «Adesso - proseguono Lega e Forza Italia - salta fuori una consulenza su 'rischi legali eventuali' legati all'affidamento in gestione del porto, per un importo di oltre 40 mila euro, pagati con i soldi dei cittadini. Non comprendo a cosa serve una consulenza quando c'è una legge regionale che dice con chiarezza come le competenze per il rilascio di concessioni anche per ‘i porti turistici, gli approdi turistici ed i punti di ormeggio' siano in capo ai Comuni».