Insistere sull'individuazione di un sito di stoccaggio della frazione inerte di rifiuti, approvando una delibera in Consiglio provinciale in cui si indicano tre aree per gli impianti. Le Civiche pontine chiedono una accelerazione alla Provincia sulla scelta precisa e puntuale degli impianti per il ciclo dei rifiuti. Lo fanno con una nota firmata dai sindaci di Latina, Aprilia, Sabaudia, Bassiano e Formia ossia Damiano Coletta, Giada Gervasi, Domenico Guidi, Antonio Terra e Paola Villa e dai consiglieri provinciali Ernesto Coletta e Rita Palombi.

I sindaci civici partono dalla questione dei siti per il compost. «Sui siti di compostaggio va evitato il pericolo di diventare la discarica di altre provincie e regioni e, a tal fine, va modificata la normativa regionale sui quantitativi da conferire. Civiche Pontine auspica che per entrambe le tipologie di impianto il Piano Regionale dei Rifiuti affermi, con norme cogenti, il principio largamente condiviso e deliberato anche dalla Giunta Regionale, ovvero che il ciclo dei rifiuti deve chiudersi all'interno dell'Ato». Poi, il tema dello stoccaggio, quello che davvero divide. « Di fronte a questa situazione ci si dovrebbe concentrare ad indicare il sito per lo stoccaggio del residuo secco e la conseguente realizzazione dell'impianto, e lo si dovrebbe fare in maniera chiara e trasparente indicando i parametri e le specificità per la scelta del sito. Dal punto di vista politico, vogliamo ricordare che abbiamo più volte sottolineato la necessità di individuare in maniera condivisa quale percorso intraprendere» . Come fare? I sindaci civici indicano una strada alla Provincia. «hi guida l'Amministrazione Provinciale dovrebbe lavorare ad individuare una soluzione condivisa, anziché costruire le condizioni perché a decidere siano gli eventi o le emergenze. Nel chiedere massima trasparenza per gestire una fase non certo facile, ribadiamo la nostra proposta già sostenuta nelle varie sedi istituzionali: un sito collocato in contesto industriale, idoneo sotto ogni profilo tecnico/ambientale, preferendo, ove possibile, quelli già nella disponibilità pubblica. Al fine di procedere ad una concreta determinazione dell'area chiediamo di procedere dapprima convocando la Conferenza dei Sindaci e subito dopo sottoponendo al Consiglio Provinciale l'approvazione di un atto deliberativo. Vista la ristrettezza dei tempi dovremmo verificare con gli uffici regionali se è possibile procedere, per questa fase, indicando una rosa di tre siti prima dell'approvazione del Piano Regionale dei Rifiuti, per poi giungere alla definitiva indicazione dopo aver completato le valutazioni tecniche e politiche all'interno dei Comuni dell'Ato». Il tutto considerando che in Regione si inizia oggi a parlare del piano rifiuti.

Le civiche, con un passaggio polemico, sottolineano infine che «le energie dovevano convergere sull'individuazione del sito di stoccaggio, anziché impiegare gli organi Provinciali a lavorare su una proposta di legge regionale da parte del consiglio provinciale nelle cui more si prevede la possibilità di commissariare amministrazioni comunali che dovessero legittimamente opporsi ad una decisione calata dai vertici regionali per collocare una discarica dentro il proprio territorio. È evidente e necessario stabilire una coincidenza dei confini territoriali dell'Ato tra i comuni che la compongono ma, non crediamo sia così urgente da dover precipitare qualsiasi percorso condiviso e democratico trasformando un processo iniziato con presupposti di condivisione e trasparenza con un atto coercitivo nei confronti di alcuni comuni».