Il tempo è sempre galantuomo e mai come questa volta Matteo Adinolfi ne è convinto. L'attuale deputato europeo della Lega, quando era consigliere comunale a Latina, ha più volte sostenuto che l'aver fatto fallire Latina Ambiente affossando il concordato, avrebbe avuto un costo salatissimo per le casse comunali. «Oggi la curatela fallimentare, da quanto leggo su Latina Oggi, conferma le mie teorie. E l'amministrazione Coletta ha pesanti colpe su questo danno economico che pagheranno i nostri cittadini».

Secondo Adinolfi «sarebbe stato meglio trovare un punto d'intesa sul concordato, piuttosto che rischiare di pagare una cifra molto più onerosa di quella proposta dai curatori di Latina Ambiente. Ebbene quel rischio che avevo paventato in diversi Consigli Comunali e in diverse Commissioni dedicate al tema è oggi purtroppo realtà con 16 milioni di euro già versati nelle casse della Latina Ambiente, molti dei quali a carico del Comune e altri 5 che verranno a breve richiesti all'amministrazione di Piazza del Popolo per fatture insolute relative a interventi che risulterebbero eseguiti dalla società Latina Ambiente e che erano extracontrattuali rispetto al contratto di servizio tra la società e il Comune di Latina. A conti fatti, dunque l'importo sborsato dal Comune di Latina finora supera per ora di quattro milioni circa quello che l'amministrazione avrebbe sborsato se avesse aderito alla proposta di concordato avanzata dalla Latina Ambiente nei mesi immediatamente precedenti il fallimento». Una beffa, insomma, e pure cara.

La società Latina Ambiente non è stato un affare per il Comune di Latina, ma il suo fallimento nemmeno. Anzi. Assomma ormai a oltre 16 milioni di euro il recupero dei crediti della società da parte della curatela fallimentare e gran parte sono a carico del Comune, fatta eccezione per la vendita del 49% della quota di proprietà della EcoAmbiente e per la tassa rifiuti non pagata da società con sede legale fuori dal territorio di Latina ma con unità operative servite dalla spa, per un totale di oltre quattro milioni di euro.

Il conto, tuttora incompleto, presentato dai curatori fallimentari della spa partecipata dal Comune, peraltro, è destinato a salire perché è appena iniziata la procedura di recupero di altri cinque milioni di euro per fatture insolute relative a interventi che risulta siano stati eseguiti dalla società Latina Ambiente e che erano extracontrattuali, ossia ultronei rispetto all'igiene urbana che era il servizio primario svolto dalla sua creazione (1994).

La cifra da capogiro che esce dalle casse di piazza del Popolo supera per ora di quattro milioni circa quella che l'amministrazione avrebbe sborsato se avesse aderito alla proposta di concordato avanzata dalla Latina Ambiente nei mesi immediatamente precedenti il fallimento, cioè dopo che nell'ottobre del 2016 l'ex commissario straordinario Giacomo Barbato aveva portato i libri in Tribunale per insolubili dissidi con il socio privato.

di: Graziella Di Mambro