A poco più di un mese dalle elezioni comunali quel che era una sensazione ora è certezza: il centrodestra andrà diviso sia a Fondi sia a Terracina. E l'impressione è che se si votasse in altre realtà lo scenario sarebbe il medesimo. Nella provincia di Latina la tanto decantata unità è solo facciata. Da anni resistono e si sono sedimentati i rancori che dividono i partiti della coalizione. Tanto che si arriva a fare dichiarazioni per giustificare la corsa separata che nella migliore delle ipotesi sono gaffe involontarie. L'ultima, in ordine di tempo, l'ha pronunciata l'onorevole Claudio Durigon, plenipotenziario nel Lazio della Lega.

Alla presentazione del candidato sindaco di Carroccio e Forza Italia a Terracina, il consigliere comunale uscente Valentino Giuliani, Durigon prende la parola e dice: «Peccato che il centrodestra sia diviso, purtroppo il sindaco facente funzioni Roberta Tintari, civica e sostenuta da Fratelli d'Italia, ha preferito gli ex consiglieri del Pd». Strana affermazione, dal momento che la Lega, a Latina, in Consiglio comunale, ha un consigliere che è stato nel 2016 il più votato del Partito democratico, Massimiliano Carnevale. Cosa c'è di male se il centrodestra attrae anche esponenti che prima erano del Pd? C'è confusione, insomma, sotto il cielo del centrodestra. Tra l'altro molti nella Lega e in Forza Italia a Terracina, sostengono che Tintari abbia legami forti proprio con il Partito democratico. Sarà anche vero, ma nel 2016 era nella coalizione a sostegno di Nicola Procaccini, uno che proprio di sinistra non si può definire.

La verità è che negli ultimi dieci anni il civismo che ha messo piede in provincia di Latina è qualcosa di trasversale e spesso nasconde dietro le insegne civiche colori politici ben definiti. E in questo modo è accaduto che i partiti del centrodestra finissero per amministrare con esponenti della sinistra e viceversa. Ad esempio Durigon, se vuole essere il nuovo dominus del centrodestra pontino, dovrebbe chiedere al suo primo alleato in provincia, ossia il senatore di Forza Italia Claudio Fazzone, di fare chiarezza nei rapporti tra il partito azzurro e il Pd pontino guidato da Claudio Moscardelli. A Gaeta Forza Italia e Pd governano a braccetto, sotto le insegne del sindaco Cosmo Mitrano.

E in Provincia, il vicepresidente è Vincenzo Carnevale da Fondi, tra i fedelissimi di Claudio Fazzone. Per non dire di Enrico Tiero, nello staff di Medici in quota Fratelli d'Italia. Ad Aprilia, poi, nella maggioranza del sindaco Antonio Terra, c'è di tutto: da pezzi di area Partito democratico come Omar Ruberti, capogruppo della ex Lista Terra fino ad arrivare al potente Vicesindaco Lanfranco Principi, vicinissimo a Claudio Fazzone. Come si vede, dunque, se la Lega di Durigon vuole un centrodestra puro e fondato sulle alleanze scevre di compromessi, ne ha molto di lavoro da fare.

Tutto questo per dire che a Terracina, vero luogo del contendere in questa estate 2021, le ragioni del mancato accordo non sono legate alla presunta presenza del Pd in una delle formazioni in campo. I motivi sono altri e le colpe le hanno tutti, a partire da Fratelli d'Italia che doveva guidare il percorso unitario in quella città. E sono le stesse ragioni che, in qualche maniera, rischiano di condurre Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia alla rottura anche il prossimo anno a Latina, spianando la strada della competizione a uno come Damiano Coletta che è l'avversario che tutti vorrebbero. L'unica fortuna del Centrodestra, nel capoluogo, è che ha ancora tempo per comprendere i propri sbagli. Non molto, ma ce l'ha.