Sta costando cara a tutti gli enti locali la crisi causata dalla pandemia. La chiusura delle attività e la contrazione dei redditi da lavoro dovuti al lockdown si ripercuotono direttamente sui bilanci. Il Comune di Fondi non fa eccezione, come emerso nel corso dell'ultimo Consiglio comunale - che è anche l'ultimo della consiliatura ormai quasi conclusa - discusso nei giorni scorsi. Lo ha spiegato l'assessore al Bilancio Daniele De Bonis, nel corso dell'illustrazione della delibera di assestamento dei conti: «L'assestamento e gli equilibri di bilancio che si portano all'attenzione di questa assise sono caratterizzati da una profonda incertezza sull'andamento delle entrate locali» ha spiegato, «l'Ente in via prudenziale ha ridotto lo stanziamento delle entrate rispetto alla previsione di Bilancio. In particolare, tali riduzioni comportano minori entrate tributarie pari a 1 milione e 900 mila euro e una riduzione delle entrate extra-tributarie pari a circa 1 milione di euro». De Bonis ha anche aggiunto che «è stato possibile mantenere gli equilibri di bilancio grazie alla manovra di rinegoziazione dei mutui e ai trasferimenti statali».

Il Comune, tuttavia, ha adottato delle misure a sostegno di imprese e cittadini. Alcune, come specificato, consentite dall'Arera, l'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, ai Comuni che ne hanno disponibilità economica. Ci sarà, ad esempio, l'esenzione temporanea della quota variabile Tari per 3 mesi dell'anno per le utenze non domestiche che durante l'emergenza epidemiologica sono state obbligate alla chiusura delle attività. E ancora, un bonus sociale per i rifiuti, che sarà applicato con modalità che saranno definite dall'Autority. Restano, poi, le riduzioni del 50% «del tributo per le utenze domestiche accatastate in categoria A in cui è residente un cittadino disabile al 100%, e una riduzione totale per chi ha in famiglia una persona in condizioni di disagio economico o in carico ai servizi sociali. Resta, infine, l'esenzione della Tari per i primi tre anni a chi avvia un'attività commerciale o artigianale nel centro storico in locali sfitti da almeno sei mesi».