«Un regolamento sciatto, scritto male, con errori formali dal punto di vista della lingua italiana e della sintassi. Ho proposto le correzioni ma Lbc ha riportato in approvazione il documento con gli errori». E' la denuncia, fatta anche pubblicamente, del consigliere comunale del gruppo misto Salvatore Antoci. Una storia che riassume perfettamente quel che è diventato il Consiglio comunale nell'era Latina Bene Comune. Un luogo dove ogni cosa fatta dagli esponenti benecomunisti è buona e giusta, tutto quello che arriva da fuori, che sia esso opera dei cattivoni del centrodestra, dei quasi alleati del Pd o degli ex sodali del gruppo Misto, va respinto a priori. Anche quando questi hanno evidentemente ragione da vendere.

Il caso del regolamento di polizia urbana è appunto eloquente. Salvatore Antoci riceve, come gli altri colleghi, le bozze del regolamento modificato prima del 22 luglio, quando era convocata la commissione per approvare l'atto. «Leggendo la bozza allegata alla convocazione, notavo che il Regolamento, sia nella parte "storica" sia nella parte "nuova", presentava svariati errori formali (formattazione, spaziatura, punteggiatura…) e alcuni errori sostanziali (errata numerazione di alcuni commi).

Con sincero spirito di collaborazione evidenziavo in giallo i vari errori riscontrati (allegato 3) e il 19 luglio inviavo al Presidente della Commissione Sicurezza Rinaldi una PEC (allegati 1 e 2) con la quale chiedevo garbatamente di voler restituire il file con gli errori evidenziati agli Uffici in modo tale che il 22 in commissione avremmo potuto disporre di un documento corretto anche nella forma.

Non so se il Presidente abbia ignorato la mia segnalazione oppure se gli Uffici si siano rifiutati, o non siano stati in grado di apportare le correzioni, tant'è che il 22 ci siamo ritrovati il medesimo documento non corretto». Antoci chiede la parola e chiede correttivi. Il 28 luglio nuova commissione.

«È vero che erano stati recepiti una minima parte dei i miei suggerimenti, tra cui l'aggiunta del frontespizio e dell'indice, e che era stato corretto qualche altro errore, ma di fatto eravamo ancora in presenza di un documento formalmente e sostanzialmente pieno di errori. Facevo ancora una volta notare l'opportunità di approvare un Regolamento che fosse impeccabile anche sotto l'aspetto formale e che fosse degno del Comune di Latina, seconda città del Lazio. Mi offrivo altresì di fare io stesso il lavoro di revisione». Antoci si mette al lavoro e invia tutto, corretto. Arriva la convocazione per il Consiglio comunale che si è svolto il 12 agosto. «Incredibilmente il Regolamento di Polizia Urbana allegato alla proposta di deliberazione n. 53/2020 era ancora una volta un documento pieno di errori formali e con qualche errore sostanziale. Con rinnovato spirito di servizio e di collaborazione preparavo, insieme alla Consigliera Zuliani, un emendamento che, come da regolamento, inviavo via PEC il giorno prima della prima convocazione, ossia l'11 agosto».

A questo punto, direte, tutto risolto. E invece no. Perché il presidente del Consiglio comunale Massimiliano Colazingari comunica a Antoci e Zuliani che l'emendamento non può essere accolto perché è stato presentato con 1 ora e 44 minuti di ritardo rispetto alla regola delle 24 ore previste. Ci sarebbe da ridere, se non fosse che il regolamento in questione, che regola appunto le attività di polizia urbana della seconda città del Lazio, è stato approvato da Latina Bene Comune con tutti gli errori formali segnalati da Antoci prima del 22 luglio. E sarà pubblicato così sull'albo pretorio e sul sito del Comune. Una roba degna di "Io speriamo che me la cavo".