«Dico Sì al taglio dei parlamentari ma è un atto incompiuto senza una vera e propria legge elettorale a sistema maggioritario». Claudio Durigon, deputato della Lega, è uno degli uomini più considerati dal leader Matteo Salvini. La riforma del Parlamento col taglio di oltre 300 tra deputati e senatori, è stata sempre votata in Aula dal Carroccio. «Abbiamo detto sempre Sì a questo taglio perché siamo convinti che sia utile sfoltire il numero dei parlamentari. Certo però che servirebbe anche altro perché così rimane una riforma a metà».

La riforma prevede la riduzione del numero dei parlamentari: da 630 a 400 deputati e da 315 a 200 senatori. Votando sì, l'elettore si esprime a favore del taglio del numero dei parlamentari. Votando no, sceglie di abrogare la legge costituzionale. Il referendum costituzionale non ha quorum, quindi non esiste una soglia minima di votanti da raggiungere perché la votazione sia valida. L'esito determinerà l'entrata o meno in vigore della legge a prescindere da quanti cittadini andranno alle urne.

E qualche dubbio nella Lega su questo taglio esiste. Tanto che, nonostante la linea sia quella della coerenza illustrata più volte da Salvini, uno come Claudio Borghi ha annunciato che voterà No "come cittadino". Durigon, al contrario, resta convinto del Sì. «Ritengo che il Parlamento possa funzionare comunque anche senza trecento parlamentari. Quel che preoccupa è che però mancano tutta una serie di altre riforme che renderebbero più snello e agevole il lavoro del legislatore e dell'esecutivo».

E in primo luogo, per Durigon, manca una legge elettorale che chiarisca la sera del voto chi ha vinto e quindi governa e chi ha perso, e che quindi fa opposizione. «In questo senso la maggioranza che sostiene il Governo Conte sta provando a fare molta confusione - dice il deputato leghista - Una legge a proporzionale secco che non permetterebbe di avere un vincitore sicuro e che dunque rimanderebbe tutto ad accordi e accordicchi. Noi invece siamo più propensi a una legge maggioritaria. Daremmo agli italiani la possibilità di scegliere da chi essere governati. La sera delle elezioni, quando ci saranno, si saprà chi governa. Tutta un'altra prospettiva rispetto ad un proporzionale che favorisce giochi di palazzo e inciuci».

Altra questione su cui Durigon ritiene necessario accendere i riflettori è quella sul funzionamento delle due Camere dopo il taglio dei parlamentari. «Ci sono aspetti che vanno sistemati e adeguati. Bisogna garantire stabilità al Parlamento». La Lega appare poi pronta a far rilevare come, una volta che il taglio sarà passato, l'attuale Parlamento diventerà non proprio legittimato a eleggere il futuro presidente della Repubblica. Il che porterebbe a teorizzare elezioni anticipate.