A sedici mesi dalle elezioni che lo videro vittorioso al ballottaggio contro il candidato del centrosinistra, il sindaco di Nettuno Alessandro Coppola sta valutando la possibilità di dimettersi dalla carica.

È questa la notizia, clamorosa, che ieri pomeriggio è filtrata negli ambienti politici nettunesi, al termine di una fitta giornata di colloqui che il sindaco ha avuto con quasi tutte le componenti della sua maggioranza che, inizialmente formata "solo" da Lega, Fratelli d'Italia, Forza Italia e lista civica del sindaco, oggi si ritrova a essere decisamente più frammentata nelle sue componenti.

A far valutare un possibile gesto eclatante - peraltro in qualche modo preannunciato con il comunicato diffuso lunedì, nel quale lo stesso Coppola aveva evidenziato come stesse «maturando decisioni difficili, ma necessarie, per restituire la necessaria serenità al confronto politico» - non è però la complessa geografia di partiti e movimenti civici che oggi formano la sua maggioranza. Sono tre, infatti, le situazioni che in qualche modo hanno accelerato una crisi politica in verità mai archiviata del tutto dai mesi scorsi: i voti favorevoli agli emendamenti di Daniele Mancini in commissione Ambiente sul regolamento per i servizi cimiteriali da parte di due esponenti della maggioranza (Mazza ed Elisa Mauro) con tutto lo sciame di polemiche ed eventi successivo al gesto, l'aggressione all'assessore Marco Roda registrata fuori dal Comune e considerata per "motivi personali" che sembrerebbero archiviati e lo "strappo" della Lega arrivato proprio dopo i fatti legati a Roda.