«Negli ultimi giorni, come comunità politica, abbiamo subìto un vero e proprio attacco mediatico senza precedenti per il quale ci vediamo costretti a inserire degli elementi di chiarezza rispetto a quanto si è detto». Sono le parole di Fulvio Carocci, il coordinatore della Lega Salvini Premier - Terracina, che parla a nome dell'intero direttivo locale per fare il punto della situazione dopo una campagna elettorale cittadina tra le più agguerrite di sempre. «Lunedì 5 ottobre, sui social, è apparso un articolo di un quotidiano che riportava la notizia della positività di un componente dello staff elettorale collegandola, arbitrariamente, ad un comizio svolto il 25 settembre - spiega Carocci -. Prima, dunque, che si potesse svolgere l'indagine Asl già si parlava di un potenziale "cluster" legato all'evento e si anticipavano tamponi a tappeto per tutti i partecipanti. Oltre questo, l'estensore dell'articolo tentava di collegare il contagio alla presenza del senatore Salvini. L'incontro, come noto, si è svolto all'interno di un ristorante secondo le prescrizioni e le disposizioni della questura: l'accesso è stato regolato con termo-scanner, sono state installate delle colonnine con gel igienizzante, è stato richiesto l'utilizzo della mascherina a tutti i partecipanti e il numero degli stessi è stato controllato sotto gli occhi delle forze dell'ordine che hanno anche valutato se fosse idoneo alla capienza della sala. Lo speaker, risultato positivo insieme all'onorevole Zicchieri solamente dopo più di una settimana, la sera del 25 è stato a contatto con gli ospiti Giuliani, Adinolfi, Tripodi, Gerardi, Durigon, Ottaviani, Bonfrisco, Salvini e Zicchieri, tutti risultati negativi al test tranne quest'ultimo, con cui però ha avuto altri contatti nei giorni a seguire. Il pubblico, con la mascherina, era a distanza di almeno 2-3 metri dalla posizione in cui gli ospiti facevano i loro interventi con microfoni sanificati in precedenza. Potremmo a questo punto ritenere - sottolinea Carocci - che il veicolo del contagio non sia stato l'evento in questione ma che ci possa essere stata un'altra fortuita occasione». Il coordinatore locale della Lega ricorda anche che il direttore generale della Asl di Latina, Giorgio Casati, in data 6 ottobre rilevava che "un cluster di Terracina ancora non c'è. Abbiamo rilevato un paio di positivi che hanno partecipato a questo evento elettorale e stiamo facendo i tamponi su chi era all'evento". «Successivamente, dopo altri casi rilevati nel nostro territorio - osserva Carocci - è stato istituito un drive-in presso lo stadio Colavolpe (nei giorni 6, 7 e 8 ottobre, ndr) che ha rilevato, con circa 1.800 test rapidi eseguiti a chiunque ne avesse avvertito la necessità a scopo precauzionale, un totale di 32 positivi tra i quali altri 2 riconducibili all'evento elettorale o all'organizzazione in generale, ma di cui non c'è certezza del momento o del luogo di contrazione del virus. Il caso però è continuato a montare su giornali nazionali, radio e tv fino al servizio di "Piazzapulita" su La7, che ha nuovamente tirato in ballo l'organizzazione dell'evento con un servizio andato in onda giovedì scorso. Contrarre il virus è possibile, non è una colpa ascrivibile a nessuno, ma purtroppo rileviamo che nonostante il clamore mediatico riservato al "caso elettorale", ancora tutto da dimostrare, in città si sono riscontrate, dopo lo screen effettuato al drive-in, altre positività con link legati a situazioni molto diverse da quella descritta in precedenza, quindi scuole, enti, mezzi di trasporto pubblici e attività commerciali».
Carocci, dunque, punta il dito su quel "cluster Terracina" che sarebbe nato sui media per una mera questione elettorale e con un articolo definito "forzato" e diffuso ad "orologeria". «Che speriamo - conclude Carocci - non danneggi oltremodo ingiustamente l'immagine di Terracina e dei terracinesi, soprattutto in considerazione del fatto che l'indice di prevalenza (i casi ogni 10.000 abitanti, ndr), dopo lo screen a tappeto, si attesta sull'11,4 e quindi più basso della media provinciale e che ci pone al 14esimo posto in provincia dietro a Comuni che non hanno subìto una mole così alta di tamponi».