L'Europa ha proceduto con la messa in mora dell'Italia per il mancato adeguamento alle direttive europee su temi che vanno dalle concessioni balneari all'abuso dei contratti precari nella pubblica amministrazione fino all'inquinamento delle acque causato dai nitrati di origine agricola. "L'Italia a luglio ha prorogato ulteriormente le autorizzazioni vigenti fino alla fine del 2033 e ha vietato alle autorità locali di avviare o proseguire procedimenti pubblici di selezione per l'assegnazione di concessioni, che altrimenti sarebbero scadute, violando il diritto dell'Unione". Inoltre "i lavoratori del settore pubblico non sono protetti a sufficienza contro la discriminazione e l'abuso di contratti in successione a tempo determinato". Irrisolto anche il problema dell'inquinamento delle acque causato dai nitrati

"Con la lettera di messa in mora dell'Italia , l'Europa vuole consegnare alla criminalità organizzata tanta parte sana della nostra economia legata alla balneazione e al turismo. E' un altro schiaffo dato ad un intero settore con il silenzio del governo italiano. La presa di posizione parte della Commissione Europea sulle concessioni balneari rappresenta un grave atto nei confronti della nostra economia".

Lo dichiara in un nota l'eurodeputato di Fratelli di Italia-ECR Nicola Procaccini.

"Per l'Italia è a rischio l'intero settore, che ha la peculiarità di essere formato in massima parte da piccole aziende familiari legate in maniera indissolubile al territorio, sono pezzi di storia e di cultura del nostro Paese. Dopo questo passo di Bruxelles il rischio è che le amministrazioni sul punto di estendere le concessioni si possano fermare, portando all'asta dal 1 gennaio 2021 decine di migliaia di imprese balneari. Questa burocrazia cieca non ha alcun rispetto per le peculiarità e le esigenze dei singoli territori, un mostro che però sembra avere come alleato anche il governo italiano immobile su tale vicenda, oltre alla criminalità organizzata che non vede l'ora di vedersi apparecchiata la tavola delle aste"