L'amministrazione Terra prova a ricucire lo "strappo" sul caso dell'esproprio Salini. Ieri pomeriggio infatti si è tenuta una riunione di maggioranza per convincere gli indecisi a votare l'accordo transattivo stipulato dal sindaco con i costruttori, che prevede il versamento di 2,2 milioni di euro alla società come indennizzo per l'esproprio dei terreni nella zona Grattacielo operato dal Comune a inizio degli anni ‘90. Un accordo contestato da Aprilia Domani, che nell'assise convocata lunedì scorso ha annunciato l'astensione per un'intesa giudicata enorme e sproporzionata rispetto al valore dell'area. Dubbi che sembrano aleggiare anche in altre forze di maggioranza, per esempio Piazza Civica, che hanno portato l'amministrazione civica a sospendere e a rinviare a oggi il Consiglio.

Un time out di 48 ore nel quale il sindaco Terra cercherà di serrare i ranghi e di convincere gli indecisi, per riuscire a trovare i voti necessari per approvare il punto. Un'operazione non semplice, visto che nel corso della seduta sono emersi dubbi sulla difesa del Comune di Aprilia, giudicata da alcune liste troppo debole soprattutto nella valutazione del terreno da liquidare. Una difesa che, insieme alle perizie del Ctu e del Cpt, avrebbe giocato dunque un ruolo fondamentale nella valutazione di 4,4 milioni di euro stabilita dalla sentenza, come sottolineato dai consiglieri Mauro Fioratti Spallacci (Aprilia Domani) e Roberto Boi (Lega). «Il contenzioso è stato inficiato da gravi errori di valutazione, in particolare del Ctu. Come è possibile - ha detto Boi in Consiglio - pagare 2,5 milioni di euro per un terreno non edificabile? Il diritto della Salini è di farsi pagare, il diritto del Comune invece è pagare il giusto».

Il primo cittadino non ha però più tempo a disposizione, perché sul Comune incombe una sentenza esecutiva (con possibile richiesta di pignoramento) e perché l'accordo - per la metà della somma - prevede un primo pagamento entro domani. Perciò nella riunione di maggioranza è iniziato il pressing verso i consiglieri ribelli e non è escluso che il sindaco ponga anche la questione di fiducia, decidendo di far uscire dalla maggioranza chi non voterà a favore. Che la coalizione civica sia in difficoltà è evidente, visto che nella giornata di ieri gli "sherpa" della maggioranza hanno sondato il terreno con alcuni esponenti dell'opposizione, a caccia dei voti necessari per mettere al sicuro l'accordo. E oggi in Consiglio si capirà se davvero la maggioranza è in crisi.