Il piano della mobilità della Regione Lazio, che parla del 2030 come data per la realizzazione completa della Roma-Latina, ha inevitabilmente riacceso le polemiche. E' in particolare il centrodestra a chiedere al presidente Nicola Zingaretti di fare chiarezza su un cronoprogramma che di fatto sembra azzerare tutto riportando l'autostrada alla casella di partenza.

Il caso ha avuto immediata risonanza in Parlamento. Claudio Durigon e Francesco Zicchieri, parlamentari pontini della Lega, non lesinano accuse a Zingaretti. «Non possiamo credere che l'autostrada Roma-Latina sia stata rimandata al 2030. Siamo di fronte all'ennesima scelta folle della giunta Zingaretti coadiuvata da un governo che sta letteralmente paralizzando il Paese. Una vera e propria beffa per migliaia di pendolari che ogni giorno si spostano dal litorale Sud verso la Capitale e viceversa. A breve presenteremo un'interrogazione al governo per chiedere chiarezza sulle tempistiche di realizzazione. Ogni giorno infatti sulla Pontina si registrano incidenti, la viabilità è sempre più congestionata vista anche la presenza di aree industriali importanti, ma Zingaretti preferisce far passare altri 10 anni, mettendo in soffitta un'opera che invece risulta fondamentale a livello infrastrutturale e occupazionale. Nuove infrastrutture significano infatti nuove possibilità di lavoro che in tempi come questi dovrebbe rappresentare una priorità per qualsiasi buon amministratore. Evidentemente, però, Zingaretti è concentrato su altro».
Polemico anche il senatore di Fratelli d'Italia Nicola Calandrini. «Zingaretti dica chiaramente che non è interessato a realizzare la Roma-Latina e la finisca di illudere cittadini e imprese della provincia di Latina. Dire che l'infrastruttura è prioritaria ed inserirla tra le opere da realizzare entro il 2030 significa posticipare ancora un'opera attesa da oltre 20 anni. Non bastava la revisione del piano decisa dal ministero delle infrastrutture, adesso anche i tempi di realizzazione si dilatano enormemente. Questa storia sta diventando una grande beffa».

Chiarimenti li chiede anche il parlamentare europeo della Lega Matteo Adinolfi. «L'autostrada Roma-Latina non si farà prima del 2030. L'ennesima vergogna della giunta Zingaretti e del governo che da una parte ritengono l'opera fondamentale e dall'altra la rimandano di 10 anni. A tutto questo si aggiunge l'endemico immobilismo del M5S che in nome di una finta onestà paralizza qualunque opera. Un disastro per migliaia di pendolari . Una partenza celere dei lavori oltre a decongestionare la Pontina, a migliorare l'impatto ambientale e a ridurre del 40% gli incidenti sarebbe stata infatti un'opportunità di lavoro per moltissime persone». Dal consiglio regionale, Giuseppe Simeone di Forza Italia accusa: «Lo spostamento dell'asse temporale per la realizzazione della Roma – Latina e della Bretella Cisterna Valmontone tra il 2025 e il 2030 rappresenta una sconfitta assoluta per lo sviluppo della mobilità, dell'economia e delle imprese del Lazio e della provincia di Latina. a Roma – Latina deve entrare in cantiere oggi, non basta dire che è un'opera prioritaria ma bisogna mettere in campo tutti gli atti consequenziali e operativi necessari a realizzarla».