Modi, tempi e forma. La discussione su come mettere la parola fine al governo del sindaco Mauro Carturan tiene banco dentro e fuori il palazzo dei servizi. C'è chi spinge per una raccolta firme dal notaio e chi invece vuole che il tutto vengo discusso e votato in Consiglio comunale attraverso una mozione di sfiducia.

Due correnti di pensiero, una che nasce dalla maggioranza (sponda Lega e FdI) con il beneplacito di civici di minoranza e PD, e l'altra - lanciata dal M5S e sostenuta dal gruppo del Prete (e anche qui c'è l'appoggio di civici e Dem) attraverso il documento presentato al presidente del consiglio Pier Luigi Di Cori. «L'unica mozione pronta e a disposizione di tutti i gruppi politici che vorranno firmarla è la nostra», ha scritto sulla sua pagina Facebook il pentastellato Marco Capuzzo, in risposta anche alle tante voci che si stanno rincorrendo su una presunta raccolta firme per sfiduciare Carturan da portare ad un notaio. «Il Movimento 5 Stelle - continua Capuzzo - si è quindi espresso ufficialmente in merito alla crisi politica e su come intende affrontarla, ovvero, nel rispetto dei principi istituzionali, dei cittadini e della città. Portando il dibattito nell'unico luogo preposto a tale funzione, ovvero, l'aula consiliare».

E per arrivare a questo appuntamento con tutti i passaggi politici fatti, c'è da firmare appunto la mozione di sfiducia che dovrebbe coinvolgere anche la maggioranza dissidente: «Da quanto apprendo inoltre, da comunicati ufficiali, la maggioranza dei gruppi si è dichiarata favorevole a concludere questa amministrazione, di conseguenza le firme per la sfiducia da apporre al nostro documento ci sarebbero, pertanto saremmo felici di raccogliere le firme e di depositarlo già lunedì». Appuntamento quindi a tutti i consiglieri è a domani: «Il mio personale invito rivolto a tutti i consiglieri è quello di vederci nella giornata di lunedì per procedere al deposito della mozione di sfiducia del Sindaco e di evitare di continuare a stressare il sottoscritto e di svilire la città con fantomatiche o presunte raccolte firme». Quella della sfiducia in consiglio sembra essere ad oggi l'epilogo più plausibile in via Zanella, ma lasciare del tempo ad un politico navigato, quale è Carturan è sempre un rischio che chi lo vuole far cadere non vorrebbe correre.