Tra le fila dell'opposizione è il consigliere comunale più giovane, Matteo Coluzzi, eletto in una coalizione che ha creduto nella trasversalità e nel far convergere su un progetto comune anime provenienti da diverse esperienze politiche. Battagliero e sempre puntuale nelle sue riflessioni e critiche oggi, a un passo dalle prossime comunali, offre la sua riflessione su una situazione politica profondamente mutata rispetto al 2016 con uno scenario nel quale sembrano sempre di meno gli spazi per chi crede in una svolta concreta, dettata non dalle promesse ma da fatti concreti, da progettualità e opportunità realizzabili.
Coluzzi, lei ha detto di recente che ha l'impressione di vivere in una Città commissariata dove nessuno sente il dovere di assumersi le proprie responsabilità. Un concetto forte in una città che di commissariamenti ne ha vissuti tanti. Cosa voleva dire?
Il mio era un chiaro riferimento alla situazione di vuoto politico e amministrativo a cui stiamo assistendo da 5 anni ormai ed in particolar modo dall'inizio dell'emergenza Coronavirus. Non esiste una visione di insieme, non c'è una programmazione a lungo termine e sembra che ci si sia dimenticati che governare una città dovrebbe essere sinonimo di saperla immaginare in prospettiva futura, con coraggio e slancio innovativo. Continuiamo invece a sentir parlare sempre degli stessi temi, progetti macchiati da anni di immobilismo e di mala amministrazione. Non che le cose vadano meglio sull'ordinario, in quanto il degrado e lo scarso decoro urbano sono sotto gli occhi di tutti i cittadini, ormai stanchi.

La risposta fissa di Lbc alle critiche che riceve, è che hanno lavorato per dare fondamenta solide alla città basate sulla legalità. E' d'accordo con questa affermazione?
LBC ripete da anni ormai il solito slogan facendo riferimento alla legalità. Probabilmente si è fatta confusione sul ruolo dell'aula Consiliare e quello delle aule di Giustizia. La legalità, come più volte ripetuto, dovrebbe essere un requisito minimo non un obiettivo. Allo stesso tempo in questi anni sono emerse parecchie vicende sulle quali ancora non si è fatta pienamente luce e si è preferito il silenzio; qualcuno farebbe bene a dare spiegazioni, invece di guardare sempre al passato o evitare di relazionare in merito. Fermo restando che amministrare in maniera onesta senza però produrre risultati concreti non appartiene ad una politica virtuosa che ha realmente voglia di migliorare la propria Città e la vivibilità della stessa nell'interesse della comunità che rappresenta.

Quali sono i settori nei quali l'attuale amministrazione arranca di più secondo lei e quale è il prezzo che stiamo pagando come comunità?
Sarebbe stato sicuramente più semplice rispondere alla domanda se formulata al contrario, ovvero «Quali sono i settori nei quali l'attuale amministrazione NON arranca?». Vogliamo parlare dell'Urbanistica congelata, dello Sport dimenticato, del Commercio lasciato solo a combattere contro questa crisi, delle Politiche Giovanili inesistenti? ABC si è rivelata un arma a doppio taglio per la maggioranza che aveva investito tutto sull'azienda speciale; la gestione del personale risulta come un'ulteriore spina nel fianco con la cittadinanza che reclama maggiori servizi; il decoro è ben distante da quello slogan ‘Abituamoci al Bello' di cui il movimento LBC si era fatto promotore. Per cosa verrà ricordata l'amministrazione Coletta? Per aver cambiato nomi a strade e parchi, per aver tradito il civismo (e gli elettori) con l'ormai certificata matrice ideologica, per aver perso l'occasione di essere alternativa reale a chi li ha preceduti.

Lei è tra i consiglieri più giovani, questa è stata la sua prima consiliatura, immaginava così la politica vissuta in prima persona?
Sono stato eletto a venticinque anni tra le file dell'opposizione ed il mio operato autonomo ed indipendente è sempre stato lineare con tale ruolo, con numerose iniziative di proposta oltre che di denuncia. Ho imparato in questa esperienza che la politica è dedizione, sacrificio e passione. Ho condiviso molto con i colleghi consiglieri, a prescindere dagli schieramenti di appartenenza, mettendo a disposizione le mie competenze e traendo con umiltà tanti insegnamenti che porterò con me negli anni a venire e nelle battaglie future. Credo che quello che dovrebbe riscoprire maggiormente la politica è il lato umano, il piacere di condividere nonostante le divergenze, soprattutto in un'epoca in cui prevalgono rabbia e rancore. Una Politica nuova, lontana da schemi ideologici ormai superati bensì che sappia ‘andare oltre', più vicina alle reali esigenze delle persone e alle sfide che la contemporaneità ci presenta. 

L'opposizione in questa fase è completamente disgregata, il Pd dopo anni di critiche si è alleato con Coletta, il centrodestra è impegnato a rinsaldare una coalizione, il Gruppo misto viaggia da solo. Un quadro che appiattisce l'alternanza anche politicamente, che ne pensa?
Sicuramente dal punto di vista amministrativo stiamo vivendo una fase di stallo, dovuta in parte al Covid ma soprattutto all'attenzione verso le prossime elezioni, che ha azzerato il confronto ed il dibattito politico sui temi della Città. Il Pd ha fatto le proprie scelte che non condivido ma che rispetto, non è compito mio giudicare in casa d'altri ma sicuramente il percorso al fianco di LBC non sarà quello del sottoscritto e dei gruppi e associazioni che rappresento in Consiglio Comunale. Il Centrodestra ancora non ha espresso quello che sarà il proprio candidato Sindaco ma non sarà solo un nome a fare la differenza ma piuttosto il progetto che si vorrà comunicare alla Città. A prescindere dalle appartenenze politiche e partitiche, quello che gli elettori chiedono oggi è una prospettiva fatta di rinnovamento, di competenza e soprattutto di amore per una Città che si sente tradita. Se la Politica custodisce la volontà di tornare ad essere un riferimento per la propria gente deve oggi avere il coraggio di lasciarsi alle spalle un passato pieno di ombre ed un presente caratterizzato dall'immobilismo. Una ‘Città Nuova' come Latina ha il dovere di ambire ad un progetto innovativo, fatto di persone per bene ma allo stesso tempo capaci di lavorare concretamente per la Città che amano. Quello che in altre Città è scontato, perchè qui deve apparire come utopia? Un patto generazionale, un mix tra esperienza e dinamicità, è l'unica chiave per far ripartire lo sviluppo di un territorio che ha mille potenzialità ma che ora più che mai deve alzare la testa e guardare al futuro.