Un sondaggio su quattro nomi per poi sceglierne uno da indicare come candidato sindaco al tavolo del Centrodestra. La Lega ha deciso di testare quattro figure, tre uomini e una donna, per capire chi tra questi sia il nome più adatto per guidare Latina. Ovviamente per il Carroccio. Il nome che sarà poi scelto finirà sul tavolo assieme a quelli che verranno proposti dagli altri alleati di centrodestra, Fratelli d'Italia e Forza Italia.

Una coalizione senza candidato
Non solo a Latina ma anche nelle altre città maggiori che rinnoveranno il proprio Consiglio comunale entro l'anno, il centrodestra è privo di candidati sindaco. Una situazione curiosa che poggia le radici su una convinzione che anima i maggiorenti locali dei tre partiti maggiori. Ossia che si andrà a votare a settembre e non a giugno. Da cosa nasce questa convinzione? Voci di corridoio. Dal Viminale, però, fanno sapere che al momento la data delle amministrative rimane quella di giugno. Se così fosse, essendo ormai a febbraio, sarebbe evidente il grande ritardo dell'alleanza tra Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia. Da dicembre a oggi non hanno partorito uno straccio di nome unitario.

Lega e FdI, presunti giganti, ma senza sindaci
A rendere ancora più curioso il tutto è il fatto che i due partiti maggiori del Centrodestra, quelli che alle prossime amministrative contano di misurare chi sia il primo partito della coalizione a suon di preferenze, sono anche quelli che ad oggi in provincia non esprimo nemmeno un sindaco tra quelli eletti. Ma appunto la cosa peggiore è che non hanno nemmeno un nome per ogni comune al voto. L'incertezza è sovrana ovunque, a Latina come a Formia, a Minturno come a Cisterna o Pontinia. In questo senso i dirigenti provinciali dei due partiti, ossia Claudio Durigon per la Lega e Nicola Calandrini per Fratelli d'Italia, hanno responsabilità enormi. Al netto della propaganda secondo cui si moltiplicano le adesioni ai due soggetti politici, concretamente le due forze sovraniste non sono in grado di indicare un candidato sindaco praticamente da nessuna parte.

Le vecchia arma berlusconiana del sondaggio
Così ecco che la Lega finisce per affidarsi agli istituti di ricerca. Un sondaggio è stato già commissionato per comprendere lo stato d'animo dell'elettorato di Latina, ossia se gli elettori sono pronti a un rinnovamento totale della squadra di centrodestra oppure se chiedono di avere più certezze ed esperienza alla guida della città. Ora invece saranno testati i nomi tra quelli rimasti sulla lista della Lega per la candidatura a sindaco. In pratica solo solo quelli che non hanno detto no grazie definitivamente alle lusinghe di Claudio Durigon. E gli altri partiti? Fratelli d'Italia appare disinteressata alla disfida. Sul tavolo proporrà sempre Matilde Celentano e Gianluca Di Cocco. Forza Italia pare invece rassegnata ad ascoltare le mosse della Lega ed a valutare. Gli azzurri del senatore Claudio Fazzone partono da un assunto: non hanno più la forza di una volta (anche se in provincia sono l'unico partito del centrodestra a gestire ancora il potere) e dunque tocca a chi è più forte elettoralmente dare le carte. In questo senso, è la Lega a dover muovere le proprie pedine. Lo farà dopo il sondaggio di questo weekend il cui esito dovrebbe arrivare entro mercoledì prossimo.

La speranza del rinvio
Insomma la vera speranza che muove la strategia dei piccoli passi del centrodestra è quella del rinvio delle elezioni amministrative a dopo l'estate. La pandemia da Covid rischia di avere nuovi picchi nelle prossime settimane e dunque quasi tutti gli attori della politica locale sono convinti che non si voterà subito a giugno ma tutto sarà rimandato a settembre-ottobre, quando nelle previsioni la metà dei cittadini avrà fatto il vaccino anti Covid. Non sarà l'immunità di gregge ma chiaramente il livello di rischio sarà molto più contenuto. Una strategia che viene seguita pari passo anche dal centrosinistra.