Mauro Carturan torna sindaco e con lui torna in carica il Consiglio comunale. Il decreto - che formalmente è cosa diversa da una ordinanza - monocratico urgente firmato dal giudice Antonio Vinciguerra, presidente della Sezione di Latina del Tar, congela gli effetti della sfiducia e a cascata anche la nomina del commissario prefettizio, la dottoressa Enza Caporale, inviata dal Prefetto di Latina a guidare Cisterna fino alla tornata elettorale.

Un terremoto vero e proprio scatenato dal ricorso - che lo stesso primo cittadino aveva anche sostenuto di non voler prendere in considerazione - depositato nelle scorse ore a sua firma e a firma di Marco Squicquaro, Simonetta Antenucci, Marco Mazzoli, Gildo Di Candilo, Renato Campoli e Alberto Ceri, per tramite dell'avvocato Antonino Galletti che ha chiesto e ottenuto una misura cautelare urgente. Tutto congelato, ma non solo. Il presidente del Tar infatti, nel decreto sottolinea che «emergono ictu oculi vizi di procedura, comunque da valutare e approfondire in sede collegiale, e ritenuto sussistere il pregiudizio grave e irreparabile». Cosa significa è più che chiaro. Il ricorso, ad una lettura iniziale che dovrà naturalmente essere poi seguita dall'analisi in fase collegiale il 10 marzo, data della fissazione della prima udienza, appare sostenuto da validi motivi. Quali possono essere? Il Tar deve esaminare se la procedura seguita sia conforme alle norme, leggi e regolamenti. E qui la questione delle notifiche delle convocazioni sia della stessa assise ma forse anche degli incontri o commissioni propedeutici al Consiglio, diviene preminente. Certo una mancata notifica è una mera questione formale, ma diviene sostanziale se impedisce l'esercizio di un proprio diritto, quello di difendersi e partecipare - per il sindaco - alla discussione sulla sfiducia a suo carico. E se questa dovesse essere il motivo che porterà all'annullamento degli atti impugnati, qualcuno, che avrebbe dovuto disporla e chi avrebbe dovuto effettuarla dovrebbero essere chiamati a rispondere di tutto questo tempo perso, di un immobilismo amministrativo dannoso. Ma il Tar di Latina deve anche valutare se la motivazione (grave e urgente necessità) che ha portato il Prefetto di Latina a nominare il commissario, sussiste concretamente. Si fa certo riferimento a tale necessità, ma non sarebbe indicata in concreto una motivazione, da qui verrebbe meno il "potere" di nomina del commissario da parte del Prefetto. Questi i due vizi di forma che potrebbero - sarà il collegio del Tar di via Andrea Doria a doverli valutare - portare al clamoroso annullamento di tutto quanto è stato fatto dal giorno del Consiglio del 30 gennaio scorso.
E se dopo l'udienza del 10 marzo e dopo la decisione nel merito che arriverà in un secondo momento, dovesse essere tutto annullato, i firmatari della sfiducia cosa faranno?