No alla demolizione dello stadio per "sacrificare" il Quinto Ricci sull'altare dei finanziamenti del Pinqua. Aprilia Domani entra a gamba tesa sui progetti che il Comune intende presentare per ottenere 15 milioni di euro dal Ministero delle Infrastrutture per ridisegnare la città, avanzando osservazioni alle tre ipotesi portate avanti dagli assessorati all'Urbanistica (Toscanini, Guardapasso e centro) e Lavori Pubblici (Casello 45 e Vallelata). E nel suo intervento la lista di maggioranza, pur condividendo l'idea, avanza dubbi su una parte del piano dell'assessorato all'Urbanistica, in particolare sulla possibile demolizione del Quinto Ricci per realizzare un altro stadio in viale Europa con il sostegno dei privati. «La proposta nel complesso è apprezzabile ma va migliorata in alcuni aspetti prevedendo l'assoluta inderogabilità dell'attuale stadio, che non deve essere demolito, nemmeno parzialmente, ma anzi valorizzato e ulteriormente migliorato nella pista di atletica. Quel quadrante, con il futuro palasport, rappresenterà un polo sportivo di assoluta importanza per Aprilia, collocato in un punto strategico che rappresenterebbe il filtro di unione tra vecchia e nuova città. E una volta terminata la Nasu il polo risulterebbe ben collegato con la Nettunense e non congestionerebbe la città». E' questo il vero paletto di Aprilia Domani, che per il resto pone dubbi solo sulle stime dei costi. «Apprezziamo la possibilità di acquisto del centro commerciale il Tulipano da destinare a biblioteca e ad altre attività socio culturali, l'idea di un bosco urbano, condivisibile anche la nuova ubicazione dell'Ecocentro a ridosso dell'ex Vael con il potenziamento del centro del riuso. In via di principio siamo d'accordo con la costruzione di un secondo stadio, ma i tempi non saranno brevi visto che sarebbe realizzato con fondi privati derivanti dalle compensazioni ex Freddindustria. Chiediamo però massima attenzione sui costi inseriti, le cifre per la riqualificazione degli appartamenti di via Lussemburgo ed ex Flavia sono sovrastimate, così riteniamo spropositati 5 milioni di euro per un bosco urbano». Mentre sulla questione ex Dogana, che potrebbe essere rilanciata dal Pinqua grazie alle manifestazioni di interesse aperte ai privati, la lista è prudente. «Crediamo che sia venuto il tempo - continua - di trasformare l'ex Freddindustria, ma solo dopo un accordo sulla massima cubatura realizzabile e la verifica delle giuste perequazioni per dimostrare il vantaggio pubblico da dare al Comune, che dovrà essere indicato dal patto che accompagnerà il Pinqua».

In commissione le altre ipotesi:  una scuola nuova per Vallelata  e un parco a Campo di Carne
Nella commissione Lavori Pubblici di ieri sono stati invece illustrati gli altri due progetti che l'ente sta potando avanti per chiedere 15 milioni di euro. Per la zona Vallelata-Poggio Valli l'idea è quella demolire l'asilo dismesso del Consorzio Asi per costruire un nuovo edificio dove spostare la scuola materna di via Monti Ausoni; espropriare alcune aree vicino alla stazione per realizzare dei parcheggi, una piazza e una pista ciclabile ed estendere il sistema a via dell'Industria (zona Caffarelli) per realizzare un dormitorio e una sede per i carristi nei capannoni confiscati. Per la zona di La Cogna-Casello 45, invece l'ipotesi è una pista ciclabile di collegamento, riqualificare il centro sportivo confiscato in zona La Cogna, realizzare un parco in via della Rimembranza (Campo di Carne). «La scelta di concentrarsi su queste zone è stata fatta per cercare di essere aderenti al bando, si tratta infatti di quartieri strategici sotto il profilo della mobilità sostenibile per la presenza delle stazioni ferroviarie. Per Valellata - spiega l'assessore Caporaso - avevamo in un primo tempo ipotizzato anche l'acquisizione di un polo sportivo, ma alcuni problemi burocratici che potevano inficiare il progetto ci hanno fatto desistere. Mentre per l'asilo la proprietà rimarrà dell'Asi, ma con un affido perpetuo in nostro favore che ci permetterebbe di spostare la scuola materna». Anche su questi punti sono arrivate le osservazioni di Aprilia Domani, espresse in aula dal capogruppo Mauro Fioratti Spallacci. «I progetti ci trovano d'accordo: gli unici dubbi, che riguardano anche il primo sistema, sono le cifre delle singole opere che portano forzatamente ai 15 milioni di euro. Chiediamo di rivedere il costo totale, mentre per Campo di Carne suggeriamo di creare un collegamento dello stadio Buzzi tra via Genio Civile e via dei Giardini, nonché di rafforzare il collegamento da via Tommaseo con la città per permettere una maggiore fruibilità della stazione senza congestionare la Nettunense».