«Il 25 maggio 2020 ho regalato il progetto "Latinaviva" al Comune di Latina, dopo averlo presentato al sindaco Coletta, alla Giunta di maggioranza ed infine al consiglio di LBC, con la dichiarazione di volerlo realizzare da parte del Sindaco». E' quanto racconta Giorgio Di Giorgio, fondatore e presidente di Fare Latina, che ora vuole vederci chiaro, vuole capire perché il Comune di Latina ha pronto un progetto così simile a quello presentato dalla sua agenzia di marketing. Oltretutto era solo un pezzo di un progetto complessivo che, se scorporato, non avrebbe alcun senso.

«Si trattava nello specifico di un primo step di 6 punti che compongono una visione complessiva della città da oggi fino a 10 anni, puntando alla rivitalizzazione di Latina ed alla creazione di attrattività per visitatori, nuovi abitanti ed investitori», racconta Di Giorgio. Il progetto in questione prevedeva una progressiva riduzione del traffico nel centro della città, con l'introduzione della mobilità ad impatto zero. Il progetto oltre alla creazione di piste ciclabili, verrebbe completato attraverso 5 HUB di scambio, in cui si potrebbe parcheggiare l'auto e prendere un mezzo ecologico, che siano biciclette monopattini, ecotaxi ed econavette.

«Questi hub sono il cuore del progetto, poiché è previsto che siano gestiti da aziende locali (assegnati come i chioschi sul litorale) come concessionari di automobili, motocicli e/o biciclette. Questo perché il mercato automotive è in piena migrazione verso mezzi a basso impatto ambientale e gli operatori commerciali locali avrebbero la possibilità di intercettare interlocutori per proporre il loro prodotto – continua Di Giorgio- Veniamo a conoscere dalla stampa che è stato presentato al Ministero dell'Ambiente, con relativa richiesta dei fondi un progetto dall'Amministrazione Comunale, similare al primo step di "Latinaviva". Non è menzionata la predisposizione della città tutta, alla mobilità sostenibile, ma come al solito si cala dall'alto un'iniziativa che a nostro avviso sarà un'ulteriore ferita inferta al centro, dopo il pessimo risultato della Ztl. Il mio impegno per la città, proprio come fondatore e presidente del movimento Fare Latina, arriva proprio in risposta a questo tipo di progetti che vengono presentati per ripensare la città, con iniziative a spot, senza considerare all'effetto domino che tali interventi potranno causare sulla qualità della vita dei cittadini».

Annalisa Muzio, vicepresidente di Fare Latina, aggiunge: «Quello che sorprende ancora una volta se da parte è un progetto ‘consegnato' nelle mani del sindaco e della giunta da un libero professionista è anche vero che non c'è spirito di collaborazione né sinergia tra la parte pubblica e la parte privata, come se la giunta Coletta fosse infastidita da imprenditori e liberi professionisti pronti a intervenire o sostenere un progetto per migliorare lo status della città. Un'inclusione solo di facciata, sbandierata a livello ideologico da parte del Comune, come se il processo di rinascita della città deve passare solo per le mani di pochi e non di tutti, senza confronto e dialogo. Inconcepibile».