«Non ha risparmiato quasi nessun tema non ha lambito i bordi della vita reale bensì, Enrico Letta, nuovo Segretario del Partito Democratico nel suo intervento pre voto di domenica 14 Marzo, è entrato nel cuore di quelle che sono le problematiche più comuni che la nostra società sta affrontando, pandemia compresa». Franca Rieti, segretario comunale del Pd, è senza dubbio soddisfatta della scelta del nuovo leader nazionale del partito e ora la compagine comunale dem lavorerà su un tracciato già ben noto, in molti punti coincidente con la linea indicata in questi giorni da Letta. Nel capoluogo quel che Rieti sta provando a costruire, è un Pd inclusivo e in grado di estendere il proprio raggio d'azione anche al di fuori della normale cerchia del partito, includendo giovani e meno giovani in un progetto innovativo.
«Nessuno si salva da solo - rileva Franca Rieti - cooperazione è quello che ci vuole dopo l'anno più buio; scienza e salute vanno messe al primo posto senza però speculare, senza generare paure ma aiutandosi l'un l'altro (Stato verso i cittadini e viceversa)». Da qui, insomma, bisogna ripartire. «L'intento è chiaro - prosegue Rieti - cercare di portare il nostro Paese verso quella multilateralità che lo renda globale sia nei diritti che nella solidarietà. Tale strada può e deve essere intrapresa solo attraverso un patto generazionale inteso come un ideale abbraccio tra i poli opposti della nostra società, i giovani e gli anziani. Passo successivo, a tal proposito deve essere il colmare quel divario di genere che deve portare le donne al centro della nuova agenda».

In tutto questo sarà centrale il ruolo del partito. «Il Pd deve essere sempre più aperto al confronto di idee e deve sapersi confrontare, non ideologicamente, con il sentire profondo della nostra comunità per comprendere ansie e paure a cui dare risposte. Occorre ridare forza all'ascensore sociale e quindi investire sulla dispersione scolastica, l'istruzione, l'alta formazione e la conoscenza per valorizzare le persone e dare loro strumenti per non avere paura del futuro, dei cambiamenti e di un mondo che sarà sempre più aperto e più piccolo con il progresso tecnologico, la mobilità e le possibilità di connessione sempre più diffuse in ciascun settore . Serve perciò un Pd sempre più inclusivo dove far prendere forma a comportamenti costruttivi che mirino ad una società più aperta, sostenibile, sempre dalla parte dei vulnerabili».

Per la segretaria comunale del Pd diventa dunque fondamentale il ruolo del partito sul territorio. «La vera svolta passa da un miglioramento netto di quello che deve essere il rapporto tra il Pd al suo interno e verso l'esterno, vi è bisogno di volti non di maschere, questo deve essere chiaro. La domanda, legittima, da porsi è che tipo di partito si vuole, leaderistico, orizzontale o democratico? Una questione questa che deve essere affrontata e che ci farà capire, anche, che tipo di soggetto politico vogliamo diventare nei prossimi anni. A tal proposito non vediamo l'ora di partecipare alle Agorà Democratiche, per ricostruire un partito più aperto, inclusivo e partecipato, insomma uno strumento nuovo per aprire davvero le porte del partito, radicarlo sui territori, valorizzare il contributo e le sollecitazioni della società civile. Noi raccogliamo la sfida e siamo pronti».