Nell'ultimo consiglio comunale sul video dei clan il consigliere comunale Matteo Coluzzi ha posto l'accento sulle responsabilità di chi amministra, di quella politica che deve combattere il degrado sociale e culturale con azioni e non con la retorica, con interventi concreti e non con la demagogia. Una riflessione amara da cui il consigliere prende spunto per un ulteriore approfondimento sul disagio giovanile ed il rapporto che troppo spesso avvicina adolescenti fragili all'illegalità. «Si continua a dare la colpa del disagio sociale, ed in particolare giovanile, alla errata pianificazione del territorio e dell'edilizia pubblica, ma ad oggi LBC appare ancora molto lontana dall'applicazione della Legge Regionale sulla Rigenerazione Urbana – spiega Coluzzi - si continuano a prendere come esempio di degrado da evitare quartieri come Corviale, Scampia, lo Zen etc., contesti ad alta densità abitativa, senza rendersi conto che situazioni analoghe sono a pochi metri da noi e la mancanza di servizi che genera sacche di disagio e degrado è frutto delle scelte della politica stessa e della mancanza di supervisione relativi a questi processi urbani ma soprattutto sociali. Tante parole insomma e poca consapevolezza. Nulla di nuovo, ma almeno quando si parla di ragazzi e bambini ci si aspetterebbe più concretezza e meno ipocrisia».

I numeri
Per Coluzzi basta guardare ai numeri per capire che finora il tema "giovanile" è stato esclusivamente un argomento di facciata: tra i sui esempi quello che il Comune di Latina nell'ultimo bilancio pre-Covid impegnava mille euro per il Forum dei Giovani con 0,03 centesimi circa destinati ad ogni giovane. «Lo stesso Forum Giovani – spiega - chiedendo per due anni consecutivi al Comune di Latina degli spazi per organizzare eventi ludici e culturali, si è sentito continuamente rispondere che l'amministrazione non ne aveva a disposizione. E' questo il modo in cui i giovani dovevano essere al centro di un progetto nuovo per la Città? Purtroppo i fatti pesano più delle parole e non servono passerelle elettorali, ma azioni concrete. Se i giovani (ed i cittadini in generale) non vedono più la politica come riferimento è anche colpa del suo "parlarsi addosso». L'Organizzazione Mondiale della Sanità fornisce dati allarmanti sul disagio giovanile: il 20% soffre di disturbi mentali, mentre il suicidio è la terza causa di morte. Questo prima del Covid... come peggiorerà da qui a breve? – si chiede il consigliere. «Certo dalla politica non basteranno le promesse di chi ancora a pochi mesi dallo scadere della consiliatura dice "dovremo, faremo...". Se veramente questa maggioranza fosse sincera e leale come spesso si è auto-dichiarata, farebbe bene a dire "avremmo dovuto fare..." nel rispetto dei cittadini considerando le innumerevoli occasioni perse. Come già ribadito, la legalità dovrebbe essere un requisito minimo, non un risultato. E non devono essere i fatti di mala amministrazione del passato a far passare in secondo piano l'importanza della politica nel dare una visione e una prospettiva alla Città ed ai suoi abitanti. Il tempo è scaduto e Latina ha bisogno di risposte». Il consigliere spiega che non dobbiamo lamentarci se i giovani sono distanti dalla Politica: «Non sono loro ad essersi allontanati, è la centralità della Politica come riferimento che è venuto meno. Basta retorica, basta demagogia. Che la Politica torni a essere una cosa seria e che tutta quella Politica vogliosa di costruire il futuro, senza buonismi o sovranismi che ci hanno stancato, ascolti realmente i giovani senza interpellarli solamente in seguito ai fatti di cronaca». «In quel caso state pur certi che i giovani saranno protagonisti - conclude il consigliere - e non dovranno essere "raccontati" da chi vive la città da una prospettiva diversa e si stupisce di una realtà che è invece sotto gli occhi di tutti. L'appello dunque è quello di non delegare più: i ragazzi ci mettano la faccia per essere protagonisti».