In gergo amministrativo le chiamano rimodulazioni tariffarie "per la salvaguardia degli equilibri di bilancio": di fatto si tratta di aumenti sull'Imu che andranno a colpire in particolar modo i possessori di aree edificabili e terreni agricoli nelle disponibilità di cittadini che non figurano come coltivatori diretti. Una misura necessaria secondo l'amministrazione e votata da 15 consiglieri di maggioranza – assente al momento del voto l'esponente di Aprilia Domani Mauro Fioratti Spallacci - ma duramente contestata dall'opposizione, che considera la misura penalizzante soprattutto per le periferie ancora prive dei servizi essenziali e che ha scelto compatta di disapprovare il provvedimento – con la sola assenza al volto di Vincenzo Giovanni per Italia Viva.
Nell'illustrare la misura, il dirigente alle finanze Emiliano Di Filippo ha rimarcato l'esigenza di aumentare gli introiti per far quadrare un bilancio su cui gravano mancate entrate, esigenze di accantonamento e un disavanzo di amministrazione di 3 milioni di euro. Tuttavia, neanche la promessa di poter utilizzare in futuro le maggiori entrate derivanti dalla lotta all'evasione fiscale per rimodulare al ribasso le tariffe, ha convinto l'opposizione della legittimità del provvedimento. Un provvedimento che, come sottolineato il dirigente non toccherà i coltivatori diretti esentati, ma solo i proprietari di "lotti incolti".
«Più che di lotti incolti – ha voluto sottolineare il consigliere di opposizione Roberto Boi – si tratta dei terreni nelle disponibilità di coltivatori non professionali, la maggior parte dei cittadini residenti in periferia e che hanno un pezzo di terra dove coltivano il proprio orto».
Come già annunciato in commissione, a dare battaglia sono stati soprattutto gli esponenti di Azione per Aprilia e Fratelli D'Italia. «Questo aumento dell'Imu – ha accusato il consigliere Davide Zingaretti – va a colpire in particolar modo le periferie, dove i servizi resteranno invariati e questo a causa del bilancio da risanare. Meglio sarebbe stato pensare ad un risparmio, tagliando gli sprechi sui costi ad esempio delle partecipate, Progetto Ambiente e Asam. Certo è che in un momento particolarmente difficile dal punto di vista economico per i cittadini, questa scelta politica è in contrasto con le linee guida dettate dagli enti sovra comunali».
«Comprendo l'imbarazzo dell'amministrazione a dover parlare di questi aumenti – ha dichiarato il consigliere di Fratelli d'Italia Vincenzo La Pegna – ma chi amministra deve assumersi la responsabilità politica dei provvedimenti. Una decisione, quella di aumentare Imu e Irpef per alcune categorie, che il mio gruppo non approva, soprattutto perché si vanno ancora a toccare le tasche dei cittadini in una congiuntura economica drammatica. Riteniamo questo provvedimento inappropriato e incoerente, soprattutto per una amministrazione che ha avuto tanta fretta ad approvare la transazione della Salini, senza curarsi in quel caso degli equilibri del bilancio».
A difendere la misura oltre al vice sindaco Lanfranco Principi, anche il primo cittadino Antonio Terra, che ha lanciato strali contro "gli analisti seriali" che nei giorni scorsi avevano criticato il provvedimento. «Il nostro bilancio – ha rimarcato il sindaco – soffre anche a causa di mancati introiti di Aser e dei benefit di Rida, vicende che stiamo risolvendo nei tribunali, perché i n ostri governanti non ci hanno mai agevolato in questo. Senza contare che pesa in questo difficile anno un mancato gettito per un milione di euro». Parole che non hanno convinto gli otto consiglieri di opposizione che hanno votato no.