In via Costa ormai hanno attivato le porte girevoli, tra consiglieri che vanno e altri che entrano. Succede infatti che il susseguirsi di crisi politiche che hanno posto fine prematura a diverse amministrazioni comunali, hanno portato a un continuo ricambio di consiglieri anche in Provinci. Qui, dal lontano 2014, per effetto della famigerata legge Delrio, siedono infatti consiglieri comunali che svolgono anche il ruolo di consiglieri provinciali, eletti da loro pari attraverso elezioni di secondo livello, ossia dove gli eletti votano altri eletti.

La caduta di Cisterna, Formia e ora Sezze ha comportato un cambio nella composizione del Consiglio provinciale. Sono andati via, ad esempio, Pasquale Cardillo Cupo, Mauro Carturan e ora va via Rita Palombi, consigliera di Sezze. Ma qui succede una cosa curiosa, forse per la prima volta in Italia da quando c'è il nuovo sistema. Palombi è stata eletta nella lista delle Civiche pontine, quella che sosteneva Damiano Coletta come presidente della Provincia. Succede però che due dei consiglieri che componevano la lista non hanno preso neppure un voto da parte degli "eletti-elettori". Cioè hanno zero nel cosiddetto voto ponderato (ossia pesano diversamente in base ai comuni di appartenenza). In queste ore in via Costa si sono interrogati sul da farsi: il posto spetta a quella lista, ovviamente. Ma come lo si assegna? Soluzione salomonica: entra il consigliere più giovane. In questo caso, l'apriliana Maria Grazia Vittoriano.

Dunque al primo Consiglio provinciale utile, ci sarà la surroga. In questo modo succederà anche una cosa paradossale. Sarà infatti la città di Aprilia ad essere quella più rappresentata in via Costa: ben 4 consiglieri provinciali su 12 totali. Infatti, oltre alla new entry Vittoriano, Aprilia conta in Provincia sul sindaco Antonio Terra e sui consiglieri Vincenzo La Pegna (Fratelli d'Italia) e Domenico Vulcano (Forza Italia) che è anche vicepresidente dell'amministrazione. Insomma, una bella soddisfazione per la città del nord pontino, che supera anche il capoluogo in fatto di rappresentanza (4 a 3 consiglieri). Resta l'anomalia di una legge che ha svuotato di rappresentanza i piccoli comuni, favorendo quelli più grandi. Una volta in via Costa trovavamo consiglieri dei comuni minori, oggi su 12 componenti, sotto i 5 mila abitanti c'è solo Angelo Tomei da Roccamassima.