L'ingresso di Vincenzo Giovannini in maggioranza come conferma della fine di quel progetto civico alla guida della città dal 2009. Una analisi politica chiara e non scevra da critiche, quella avanzata dal Pd di Aprilia guidato da Alessandro Cosmi, l'indomani dell'annuncio dell'ingresso nella coalizione del consigliere Giovannini, che lo scorso anno aveva rotto con il Pd per aderire a Italia Viva. Giovannini, che da indipendente ha deciso di sposare il progetto civico del primo cittadino, ha parlato del suo ingresso in maggioranza come del coronamento del percorso avviato dal 2018 con il sostegno a Terra in occasione del ballottaggio e poi con la presidenza della commissione ambiente. Un percorso iniziato e sostenuto dal Pd, allora partito di riferimento ma che oggi sottolinea tutti i limiti del progetto civico, dimostrati proprio da questa operazione. «Erano mesi - sottolinea il segretario del Pd Alessandro Cosmi - che si rincorrevano voci, mai smentite, su questa vicenda. Non è del tutto chiaro se Italia Viva, come forza politica del centrosinistra sarà l'ottava lista della coalizione guidata da Antonio Terra, o se Giovannini, usando un mero espediente tecnico – procedurale, si dichiarerà indipendente. Non sarebbe il primo ad usare questo espediente. Siamo rimasti perplessi a fronte delle parole pronunciate dal sindaco Terra, quando parla di vitalità del civismo: talmente vitale da accogliere tra le sue fila un dirigente politico di Italia Viva e che ha sempre fatto politica nella Margherita prina, poi nel Pd, infine all'interno di Italia Viva. Quei partiti che Terra stigmatizza nella sua nota. Appare invece una mera operazione di maquillage politico, che non porta nessun vantaggio dal punto di vista pratico e non da alcuna evidente prospettiva di crescita all'attuale maggioranza cittadina». Aprire le porte a Giovannini, da anni all'opposizione, rappresenterebbe secondo Cosmi un segnale di debolezza del civismo. Un'analisi la sua probabilmente condivisa anche da alcuni pezzi della maggioranza, in particolare Piazza Civica che fu l'unica lista a non votare Giovannini alla guida della commissione ambiente. Una contrarietà mai apertamente espressa dagli alleati di Terra, che tuttavia sembrano lasciar trasparire chiari segnali di malcontento. Del resto non ci sono dubbi sul fatto che il civismo abbia cambiato pelle o quanto meno smussato gli angoli dal 2009 ad oggi - basti pensare che con l'ingresso di Giovannini, già vicesindaco nel 2006 e con Marco Moroni e Massimo Bortolameotti saldamente in maggioranza, è venuta a crearsi una rappresentanza di amministratori della maggioranza guidata da Calogero Santangelo. Ciò che sembra mancare invece al progetto civico di Antonio Terra secondo il dirigente del Pd, è la prospettiva, una classe dirigente in grado di garantire tenuta nel tempo anche senza Terra a far da collante. «In diverse occasioni in quest'ultimo decennio - rimarca Cosmi - il civismo si è affermato come forza di cambiamento, questo fatto ha evitato che si insediassero amministrazioni comunali orientate a destra. Le varie liste civiche nate in città negli ultimi anni, sfruttando anche il vantaggio dall'assenza del M5s nelle ultime 2 competizioni comunali, hanno raccolto insieme sfiducia e voglia di partecipazione, e il fiorire e il rafforzarsi dell'esperienza civica è stato il sintomo della crisi dei modelli rappresentativi tradizionali, incarnati dai partiti, questa crisi ha colpito sia il campo progressista sia la destra. Ma la forza, anche progettuale, del civismo sembra ormai esaurita, e mentre emergono segni di stanchezza e di appannamento, e si ha l'impressione che un lungo ciclo iniziato nel 2009, si stia esaurendo, le azioni di Terra appaiono deboli, e sostanzialmente inutili. La decisione di sostenere, esplicitamente e fattivamente Terra, nel ballottaggio del 2018, non è stata una scelta personale di Giovannini, ma una scelta politica del Pd, nell'ottica di costruire un campo largo dove, liste civiche, forze politiche movimenti ed associazioni, uniti dai comuni ideali europeisti possano collaborare insieme legati da una nuova idea di sviluppo sostenibile. Qual è la direzione del civismo apriliano? Oppure, come noi auspichiamo, avere l'ambizione di mantenere tutto il carico di innovazione che questa esperienza ha anche avuto, ma inserendolo in un nuovo campo largo seguendo, per esempio, quanto fatto da Nicola Zingaretti nella regione Lazio e da Damiano Coletta a Latina?».