Con l'ingresso di Vincenzo Giovannini nella coalizione civica che governa la città dal 2009 il sindaco Antonio Terra si è assicurato una maggioranza più forte, almeno in Consiglio comunale, ma la "campagna acquisti" orchestrata dal civismo potrebbe non essere terminata. Da diversi mesi vanno avanti delle interlocuzioni con i consiglieri di Azione (Giorgio Giusfredi e Davide Zingaretti) e con alcuni pezzi del centrodestra (in particolare con Roberto Boi) per trovare possibili convergenze su un'orizzonte però di medio-lungo periodo, per rafforzare il progetto civico in vista delle elezioni amministrative del 2023. Questo è emerso dai colloqui, al momento solo informali, tra gli emissari del sindaco e i consiglieri di Azione: difficile pensare a un loro ingresso immediato (Giusfredi nel 2018 rifiutò la presidenza del Consiglio comunale non appoggiando pubblicamente Terra al ballottaggio), più probabile cercare un terreno comune sui programmi per l'appuntamento elettorale del 2023. Un discorso valido, dall'altra parte della coalizione civica, anche per il consigliere Boi, in rotta con la Lega (lui e la collega Francesca Renzi da tempo hanno modificato la loro pagina facebook eliminando ogni riferimento al Carroccio) e con il quale un pezzo di maggioranza ha trovato alcuni accordi sui singoli punti: specialmente in materia di ambiente e urbanistica. Un discorso che si potrebbe estendere ad altri consiglieri di centrodestra, molti dei quali non hanno certo brillato per una feroce opposizione ai civici, ma sui quali pesa il "veto" dell'appartenenza ai grandi partiti.
I grandi partiti ridotti all'irrilevanza politica in Consiglio
Nel comunicato con il quale ha sancito l'ingresso di Giovannini in maggioranza, il sindaco non ha rinunciato a una stoccata contro: «L'attenzione alla città che spesso i grandi partiti nazionali, soprattutto negli ultimi decenni, non sono riusciti ad assicurare». Un leit motive portato avanti da oltre un decennio e che oggi, fotografando il Consiglio, segna una vittoria della strategia di Terra. I partiti tradizionali sono praticamente scomparsi oppure faticano a costruire un'alternativa: dei problemi della Lega (in rotta con i suoi due consiglieri) abbiamo già detto, il Pd è fuori dal Consiglio comunale dal 2019, Forza Italia ha un consigliere (Fausto Lazzarini) ma l'azione del partito in città è impalpabile, solo Fratelli d'Italia al momento appare il partito d'opposizione più strutturato.
Il pericolo è il «fuoco amico» di Piazza Civica
Alla fine il problema principale per il sindaco arriva dall'interno, dal "fuoco amico" di Piazza Civica che non sembra aver digerito l'ingresso di Giovannini. La lista, che chiede discontinuità rispetto ad alcuni errori commessi nel passato dalla giunta Terra, non ha visto di buon occhio l'operazione perché Giovannini è uno dei simboli dell'amministrazione Santangelo (era il vice sindaco, ndr) tanto contestata dalla coalizione civica. Un ingresso che per Piazza Civica non rappresenta una volontà di discontinuità, ma piuttosto un segnale di conservazione e di restaurazione del passato. Tuttavia la lista degli assessori Omar Ruberti e Monica Laurenzi, che in questi mesi hanno avviato dei colloqui con forze d'opposizione, rischia di rimanere sempre più isolata, anzi in parte già lo è dopo quanto accaduto sul caso Salini. L'impressione è che la tattica del sindaco e dei suoi fedelissimi sia quella di allargare la maggioranza per far contare sempre meno Piazza Civica, mettendoli all'angolo. O magari proprio alla porta.