I consiglieri comunali Roberto Boi e Francesca Renzi confermano la loro rottura con la Lega, sottolineando però la loro volontà di rimanere alternativi al progetto civico per rispettare il mandato elettorale. Con una nota i due esponenti del centrodestra chiariscono la loro posizione, spiegando di non essere interessati a seguire le orme di Vincenzo Giovannini, da pochi giorni entrato nella maggioranza Terra dopo un "corteggiamento" durato tre anni. «E' vero che il gruppo consiliare da tempo ha preso le distanze dai rappresentanti del partito. Purtroppo - spiegano i due consiglieri - non sono state considerate le legittime richieste indispensabili per la crescita e la visibilità della città. Malgrado un'ampia rappresentanza sia al governo, in Europa e in Regione, questi signori non si distinguono per nulla dai rappresentanti di altre bandiere e con questo concordo con la coalizione civica, che bene ha fatto a non prendere etichette politiche. Ma non condividiamo le continue trattative sottobanco, con ogni colore, che avvengono puntualmente in qualsiasi campagna elettorale; molti rappresentanti di questa maggioranza non hanno mai smesso di dialogare con i grandi partiti, a discapito della città. E perciò rifiutiamo categoricamente un percorso alla Giovannini, il quale comunque al ballottaggio ha fatto una scelta ben precisa (dal nostro punto di vista errata) sostenendo Terra, bisogna dargliene atto. Il nostro percorso è ben diverso, la scelta di campo è stata netta e la porteremo in fondo, nonostante gli atteggiamenti con i quali i nostri capi politici e la maggioranza giocavano su tavoli non trasparenti».
L'addio di Boi e Renzi alla Lega appare irreversibile, ma al tempo stesso i consiglieri spiegano che l'appoggio all'amministrazione Terra su alcuni punti (come l'impegno contro la discarica e il voto a favore sul regolamento per gli impianti fotovoltaici) vadano letti più come una difesa del territorio e della comunità. «Difendere il territorio e la salute dei cittadini, aiutando una parte della maggioranza che rischiava di soccombere perché il resto giocava su altri tavoli, non è un demerito - continuano - che deve dare adito ad interpretazioni ma una scelta per aiutare chi, nonostante abbia una casacca diversa, difende la stessa patria. Leonida scese in campo per aiutare Temistocle a difendere la Grecia contro i persiani, non si tirò indietro benché Atene e Sparta fossero acerrimi nemici. Questo non deve assolutamente oscurare le battaglie portate avanti contro questa amministrazione: le denunce in Procura sull'asfalto elettorale del 2018 e sui costi di mezzi a noleggio e personale della Progetto Ambiente, quest'ultima in collaborazione con il consigliere Vincenzo La Pegna, oltre alla dura battaglia per evitare di regalare immeritatamente quasi 3 milioni di euro alla Salini, un accordo che ha spaccato in due la maggioranza. L'opposizione ha un ruolo preciso ed importante, lì resteremo e non intendiamo aiutare chi nella maggioranza vuole isolare chi la pensa diversamente. Terra ha finito le ruote di scorta, chi in maggioranza dissente da lui non tema e faccia pesare le proprie idee».
Mentre per la prossima tornata amministrativa Boi e Renzi fanno capire che tutto deve essere ancora deciso. «Il 2023 è lontano, noi idealmente siamo e restiamo di centrodestra e gli ideali non si cambiano dall'oggi al domani, però saremo aperti a chi vorrà spezzare le catene che imbrigliano questa città. A nostro parere - concludono - l'unico modo è portare un cittadino di Aprilia meritorio per lealtà al territorio in Regione, solo così potremo tutelare la città dalle incursioni sudpontine, da quelle romane e da interessi particolari. Se esisterà una coalizione-gruppo che vorrà fare questo, lo supporteremo con tutte le nostre forze, sempre se esisterà e non prima del 2023. Nel frattempo saremo all'opposizione».