All'indomani del convegno di Laboratorio Identità e Futuro sul lavoro, la consigliera comunale Giovanna Miele interviene sulla vicenda dell'annullamento del concorso Asl a Latina.

«In un momento in cui il lavoro è un tema molto sentito, come abbiamo anche avuto modo di ascoltare ieri da parte di sindacati e associazioni di categoria che hanno partecipato alla nostra iniziativa e dove a livello nazionale partiti con ideologia diametralmente opposta si mettono insieme per trovare le giuste misure e dare risposte a famiglie e imprenditori ai quali la pandemia sta lasciando un conto amarissimo, assistiamo al fatto che nella ASL di Latina si ragiona in maniera diametralmente opposta. Qui infatti come una doccia fredda si è proceduto all'annullamento del concorso che ha colpito 266 persone risultate idonee e che speravano di essere inserite finalmente in una graduatoria per accedere ad un posto di lavoro stabile, cosa che risulta ancora più dura da digerire per chi ne è rimasto coinvolto. Una decisione difficilmente comprensibile che penalizza la maggior parte dei partecipanti per colpa di quei pochi che sono al centro delle verifiche degli organi competenti per ben individuati legami familiari e appartenenze politiche. E' evidente che questa decisione sarà oggetto di ricorsi e controversie che avranno l'unico effetto sicuro di frustrare le legittime aspirazioni di chi in quel concorso aveva riposto le speranze di una vita. In questa vicenda - sottolinea poi la Miele - dove abbiamo assistito all'alternarsi di direttori generali che si smentiscono l'un l'altro, a decisioni del tar rimaste inascoltate e a scelte politiche imbarazzanti, sembra che poco importi il destino di più di 260 persone che hanno visto infrangersi il loro sogno di vedere coronato un lungo percorso di studi sacrifici e stress. Ritengo necessario che nel pieno rispetto della legge e delle procedure si riporti al centro di questa scellerata decisione il futuro di queste persone, mentre è giusto che paghi chi eventualmente sarà ritenuto responsabile di condotte illecite che hanno alterato il concorso».