«I dati sulle infiltrazioni della criminalità sono preoccupanti e per questo ritengo che un settore come quello delle concessioni balneari debba essere seguito con grande attenzione, perché metterle all'asta può comportare attività di riciclaggio di denaro». L'allarme lo lancia il parlamentare europeo della Lega Matteo Adinolfi che riprende e commenta i dati diffusi dall'Osservatorio regionale sulla legalità ed il rapporto del Ministero dell'Interno pubblicato sulle province a rischio infiltrazioni malavitose. Tra le quali, chiaramente, non manca Latina.

«Non meravigliano affatto i dati dell'Osservatorio regionale sulla legalità che delineano un quadro agghiacciante della nostra economia pontina, con numerose imprese investite dal fenomeno del riciclaggio di soldi di provenienza dubbia - spiega il parlamentare europeo della Lega - Nel 2020 secondo il monitoraggio effettuato da Bankitalia, ci sarebbero dunque state cento segnalazioni di operazioni finanziarie sospette in più rispetto al 2019. Un fatto conseguenziale alla crisi pandemica nel momento di massima fragilità dell'economia locale. Condivido la preoccupazione di fondo dettata dal rischio concreto di una sostituzione dell'economia illegale a quella legale. Non stupisce peraltro che i settori dove si concentra l'attenzione dei capitali cosiddetti di dubbia provenienza sono quelli del turismo e del commercio. In particolare i timori maggiori sono quelli legati al settore balneare. Un allarme che viene confermato anche dal dossier del Ministero dell'Interno pubblicato ieri sulle province più a rischio infiltrazioni malavitose, ambito nel quale purtroppo rientra anche Latina.
A mio giudizio il rischio che il "business" delle concessioni demaniali possa essere infiltrato da tentativi di riciclaggio di denaro sporco non appare eccessivamente remoto. Per questo motivo occorre dire no alla direttiva Bolkestein. Ovvero in nome di un principio comunitario, gli stabilimenti balneari potrebbero essere messi all'asta, favorendo i grandi gruppi industriali, le mafie italiane e straniere e soprattutto il riciclaggio di denaro».

In particolare Adinolfi punta dunque il dito sulla direttiva Bolkestein, molto criticata soprattutto dagli operatori balneari. «E' evidente che una concessione della durata di pochi anni non possa garantire al piccolo imprenditore balneare un sufficiente ritorno economico a copertura degli investimenti sostenuti volti a migliorare la qualità del servizio. Infatti solo i grandi gruppi internazionali sono strutturalmente in grado di sostenere investimenti di breve termine che per essere remunerativi devono essere pianificati su larga scala. La direttiva Bolkestein avrà come conseguenza quella di affossare la nostra imprenditoria privata trasformando i titolari delle concessioni balneari da lavoratori autonomi a, nella migliore delle ipotesi, lavoratori dipendenti dei nuovi concessi». Il parlamentare europeo ricorda infine che «la Lega sta combattendo una battaglia per sostenere il settore del mare» e lancia un appello al Governo Draghi affinché sostenga il settore, in quanto «non dobbiamo mai dimenticare che sono in gioco la vita e il futuro di un intero comparto e di oltre 30mila imprese».