Quasi sette punti in percentuale. E' il calcolo della diminuzione di incasso del tributo Tari, la tassa sulla raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, passate dal 70,21% al 64,57%. E' solo uno degli ultimi aspetti preoccupanti segnalati dai revisori dei conti del Comune a fronte dell'ultimo bilancio di previsione 2021-2023, approvato di recente a maggioranza in consiglio comunale. Se Coletta e management di Abc hanno mostrato fiducia di recente nell'illustrare i risultati di un mese di raccolta porta a porta in quattro zone della città, arrivata al 77,3% di differenziata con netta diminuzione del rifiuto indifferenziato, poco altro hanno detto in previsione futura su come cambierà la Tari.

Perché il rischio è che nei prossimi anni si debba pagare in bolletta, e caro, l'impresa di Abc ed in generale le disavventure nostrane dei rifiuti tra debiti pregressi pagati alla curatela fallimentare della Latina Ambiente, spese di costituzione di Abc e spese di avvio, con il mutuo milionario arrivato a dama appena dieci mesi fa. Tanti sono gli aspetti che potrebbero avere ricadute sul bilancio e su questi si soffermano i revisori, ma anche lo stesso assessore Gianmarco Proietti, che ha messo in luce una non ottimale politica delle entrate da parte dell'ente di piazza del Popolo. «In questo bilancio – ha spiegato l'assessore - mentre soffriamo nel 2021 di un milione e 400 mila euro di minore entrata dai tributi minori cerchiamo di compensare con un aumento consistente delle entrate dalle concessioni edilizie e sanzioni. Un lavoro oneroso messo in atto soprattutto per compensare la mole di accantonamenti dovuti che imbrigliano buona parte della capacità di spesa dell'ente.

Primo fra tutti il Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità, che l'attuale Governo non ha voluto diminuire. Su questo punto si soffermano anche i revisori dei conti allertando il Comune. L'Organo di Revisione, evidenzia, che c'è stata una diminuzione della capacità di riscossione che ha portato ad un peggioramento della dinamica delle entrate. E la nota dolente in futuro potrebbe essere proprio la Tari. «In particolare si evince che una diminuzione percentuale di incasso del tributo TARI, passate dal 70,21% al 64,57% e degli incassi rispetto agli accertamenti IMU, passati dal 34,64% al 17,87%, sulle annualità pregresse ha determinato una aumentata rigidità del bilancio dovuta ad un importante accantonamento del fondo crediti di dubbia esigibilità. Infatti, visto che l'obbligo di accantonamento tributo Tari è passato da 7.706.240,96 euro a 9.164.523,27 euro, e considerato un possibile aggravamento degli incassi, stante la situazione pandemica, si rende necessario per gli esercizi futuri aumentare la quota a carico del PEF Tari, al fine di sostenere l'equilibrio finanziario dell'Ente». In futuro se questo è l'andamento si dovrà caricare ulteriori tassazioni incidendo sulla Tari, come in consiglio aveva fatto notare con una puntuale analisi anche il consigliere Massimo Di Trento.

«Per l'esercizio 2021, essendo ancora presenti fondi per l'emergenza COVID -19 – dicono i revisori - è stato possibile finanziare le spese fondamentali, ma in assenza di tale contribuzione sarà necessario sopperire attraverso il maggior ricorso alla fiscalità locale attraverso un maggior finanziamento di tale fondo a carico della tariffa stessa». I vertici di Abc si sono mostrati fiduciosi sull'effetto benefico del porta a porta sulla riduzione in bolletta ma non è un risultato a breve termine visto lo scenario prospettato proprio da chi, in Comune, fa i conti in tasca all'ente.