Ha messo per iscritto le ragioni politiche della sua uscita da Lbc, e prima di lei pochi altri lo avevano fatto con tanta chiarezza. La consigliera comunale Maria Grazia Ciolfi certifica a pochi mesi dalle elezioni il fallimento di un progetto che doveva cambiare volto alla città, un vestito che già da più di un anno le stava stretto e che l'aveva spinta a cercare altri stimoli e ad approdare ai 5Stelle. Ha parlato di "percorso difficoltoso e improduttivo", di "allergia alle critiche" di indirizzi urbanistici caduti nel vuoto, della perdita di "quell'input iniziale che veniva dalla base del movimento, dai cittadini rappresentati da noi stessi Consiglieri eletti in Consiglio Comunale, ed è stata a mio giudizio un'occasione persa» A ribadire questi motivi e ad accogliere la Ciolfi nel Gruppo misto è Olivier Tassi che già fece quella scelta a gennaio 2019, lasciando Lbc.

«Sono contento che la Consigliera Ciolfi abbia deciso di fare questo passo – scrive Tassi - abbiamo spesso condiviso le difficoltà di incidere sulle scelte della Giunta Coletta, anche quando eravamo entrambi in maggioranza. Una scelta che non mi sorprende, anzi pensavo che sarebbe arrivata prima, ma lei ha resistito per cercare di realizzare alcuni dei suoi obiettivi, in primis quello della sviluppo della marina, dove però ha dovuto registrare le maggiori delusioni, come il progetto di Via Massaro, ancora impantanato, e l'immobilismo dell'amministrazione sulla questione delle Terme di Fogliano». Tassi torna sui motivi che hanno spinto in tanti, prima di loro, a lasciare il movimento civico. «L'accentramento delle decisioni e la chiusura alle critiche, anche costruttive, è la caratteristica dell'attuale amministrazione, la figura del Consigliere Comunale ne esce molto indebolita, il Consiglio Comunale e le commissioni sono spesso relegate ad approvare ciò che viene deciso dalla Giunta, a volte turandosi il naso o nei casi più controversi magari non presenziando al voto e questo spiega il ricorso sistematico delle convocazioni di consiglio comunale in seconda convocazione quando il numero di Consiglieri necessario al numero legale scende 12 invece dei 16 richiesti in prima convocazione». Per il consigliere poi ci sono esponenti della giunta che non avendo alcuna competenza specifica del loro ambito, «non solo propongono provvedimenti sbagliati, ma non ascoltano chi li mette in guardia dalle conseguenze, poi per non ammettere i propri errori perseverano in scelte insostenibili e tentano di nasconderne gli effetti negativi per la città, con buona pace della tanto declamata partecipazione e trasparenza".

«L'atteggiamento manicheo o con me o contro di me – prosegue il consigliere - adottato dai vertici LBC, mi è ben noto, ma so anche che ci sono diverse persone nella maggioranza che soffrono l'atteggiamento di chiusura e che non sono arrivati alla rottura perché spaventati dallo scenario evocato dal Sindaco, del ritorno di quelli di prima». Tassi spiega che nelle prossime settimane potrebbero esserci ulteriori passaggi al gruppo misto, che così diventerebbe il secondo gruppo consiliare, a dimostrazione della crisi sia della maggioranza che dei partiti tradizionali dell'opposizione, «che hanno smesso di attirare le persone che vedono l'elezione alla carica pubblica come un mezzo per migliorare la città, non come un fine». Poi la bordata finale per il sindaco: «A tal proposito io ricordo che uno dei momenti che mi ha fatto decidere l'abbandono di LBC, fu un'assemblea in cui l'obiettivo principale era diventato la rielezione di Damiano Coletta, non la risoluzione dei problemi della città».