Una bella doccia gelata per il circolo cittadino del Partito Democratico. Alle prossime elezioni amministrative il simbolo non si potrà utilizzare. Il diktat è stato anticipato tramite email e poi recapitato tramite una raccomandata inviata al circolo - con segretario Luca Magliozzi - dal Senatore Bruno Astorre, segretario regionale PD Lazio, e dall'Onorevole Andrea Ferro, segretario organizzativo PD Lazio. Alla base della decisione alcune presunte violazioni avvenute durante la riunione del direttivo, nella quale si sarebbe deciso di aderire all'area progressista alla prossima tornata elettorale. «Si comunica che, in ordine alla decisione assunta dal Circolo PD di Formia, come da verbale della seduta del direttivo del Circolo dell'11 maggio 2021 con cui si è deciso di impegnare il partito in una coalizione come quella proposta dal Segretario Magliozzi, lo Statuto Regionale, all'art. 16bis comma 2, prevede che possa essere impegnato il simbolo del partito con il voto favorevole di almeno il 60% del direttivo del circolo. Poiché la votazione favorevole è di 8 componenti su 14, non ci sono le condizioni statutarie per impegnare il simbolo del PD nella competizione amministrativa». Insomma in quella seduta non si sarebbe raggiunto il quorum necessario. Ma c'è di più.

«Inoltre si è avuto notizia, tramite ricorso presentato da componente del direttivo, che si è proceduto a surroga di componenti del direttivo dichiarati decaduti e ciò in assenza di una lista comprendente anche candidati non eletti. Lo stesso segretario di Formia Magliozzi ha dichiarato al direttivo riunito alla presenza del Segretario Regionale scrivente e del Segretario Provinciale che il congresso è stato unitario e che non vi erano candidati non eletti nella lista votata per acclamazione, così come confermato dallo stesso Segretario Provinciale che aveva presieduto il congresso. Sul deliberato per le surroghe vi è ricorso e si pronunceranno gli organismi competenti del Partito». Contestata quindi la modalità di integrazione dei membri del direttivo. Da qui la comunicazione al Segretario locale, «che il Circolo PD di Formia che non è autorizzato a utilizzare il simbolo del PD nella competizione amministrativa, non può impegnare il partito in coalizioni elettorali e non può utilizzare il simbolo per iniziative o comunicazioni all'esterno, che abbiano a che fare col percorso elettorale».
Cosa succederà quindi? «Ai fini politici sono legittime anche posizione diverse - ha detto il Senatore Bruno Astorre -. Sarà il popolo sovrano, gli elettori, a premiare la scelta più giusta».

Perchè, in sintesi, ora ci sono due alternative per gli elettori del Pd. Una parte sta con l'ex sindaco Sandro Bartolomeo che ha deciso di partecipare a questa tornata elettorale insieme a Lega, Udc, lista di Maurizio Costa e dall'altra l'area del segretario Magliozzi che solo qualche settimana fa aveva ufficializzato di aderire ad una coalizione definita progressista e formata da Demos, Formia Città in Comune, Sinistra Italiana, Articolo Uno e l'Associazione Incontri e Confronti.
E la decisione ora del segretario regionale del Pd ha generato non pochi commenti. Maria Rita Manzo della Sinistra ha scritto sul proprio profilo facebook: «Con una raccomandata si decide che il PD a Formia non c'è più! Si vieta l'uso del simbolo, si fa appello allo statuto. Si sfiducia il suo giovane coordinatore Luca Magliozzi! Non è affar di chi al Pd non appartiene?
Ma la cosa è grave e risulta politicamente intollerabile il conseguente ed implicito attacco alla coalizione progressista messa in campo nella nostra città. Il gesto non riguarda solo il PD. E' palesemente schierarsi contro un progetto che ci vede naturalmente coinvolti, a favore evidentemente della cosiddetta trasversalità, battezzata "dei migliori". C'è anche una Formia che non si Lega».