Dal riciclaggio di denaro ad altre attività poco lineari che coinvolgono i più giovani. Il parlamentare europeo della Lega Matteo Adinolfi, a Bruxelles, ha presentato alcuni atti ispettivi per chiedere un impegno della commissione in merito all'utilizzo delle criptovalute e soprattutto per fare luce sull'aumento di casi di ludopatia nei più giovani.
«Riciclaggio, attività poco lineari, giovani a rischio bancarotta, frodi e hackeraggi. Le criptovalute non possono continuare a viaggiare su un binario scivoloso e poco trasparente» è l'affondo di Adinolfi che aggiunge: «C'è bisogno di un intervento da parte di Bruxelles che possa regolamentare in maniera più severa e concreta questo tipo di investimenti. Per questo ho presentato un'interrogazione alla Commissione Europea chiedendo proprio di migliorare fattivamente le misure volte a tutelare gli investitori dai rischi legati alle cryptocurrency. In Europa questo tema è stato già affrontato dalla stessa presidente della BCE Christine Lagarde che, intervenuta all'appuntamento "The State of the Union 2021", ha ribadito ancora una volta che investire in criptovalute vuol dire "assumersi un rischio totale".
Un monito che condivido appieno, che solleva dalla polvere un problema sempre più persistente sia a livello sociale che economico e che ha bisogno di un seguito normativo da parte delle istituzioni europee». Adinolfi ha approfondito il tema. «Al momento, infatti, le monete digitali, come ad esempio, per intenderci, i famosi Bitcoin, non sono regolamentate né dai governi né dalle banche centrali ma continuano ad attirare sempre più utenti. Sempre più persone, attraverso questi strumenti, sperano di poter cambiare la propria vita dall'oggi al domani, magari con un piccolo investimento di poche migliaia di euro.
La realtà, però, è ben diversa ed è nostro dovere cercare di tutelare il più possibile da una parte principalmente i ragazzi che vedono in questi investimenti una fonte facile di guadagno e dall'altra l'economia generale che, invece, "subisce" una sorta di circolazione sommersa di un'enorme quantità di denaro virtuale scambiato e venduto nell'arco di pochi minuti senza la trasparenza che richiederebbe un giro di affari di simile portata». C'è poi, secondo il leghista, il problema delle connessioni online che attirano i giovani. «L'apparente e spesso ingannevole facilità con cui è possibile aderire ad una piattaforma per l'acquisto di criptovalute on-line ha visto infatti incrementare in modo esponenziale il numero degli investitori, specie tra i giovani under 30. Basti pensare che un report della Federal Trade Commission sul tema, ha evidenziato come i giovani tra i 20 e i 49 anni siano le principali vittime e rappresentino la fascia più esposta sia per più spregiudicatezza che per maggior ricerca della speculazione e minor sensibilità al rischio. Molti ragazzi infatti sono caduti in una vera e propria forma di ludopatia che li ha portati a perdere praticamente tutto o gran parte dei loro investimenti. In pochi sanno infatti che è proprio la prospettiva di generare un guadagno immediato che può portare alla svalutazione del capitale convertito in Bitcoin o in altre crypto, in conseguenza a manovre speculative altrui. Discorso che vale non solo per i già citati Bitcoin che nell'ultimo mese hanno perso gran parte di quanto guadagnato nella prima parte dell'anno, ma anche per Etherum, Dogecoin e per tutti gli altri asset appartenenti alla categoria. Emerge quindi un quadro chiaro: questo tipo di investimenti non può essere improvvisato, ma deve essere ponderato con un'attenta analisi dei rischi e delle possibili perdite. A tutto ciò va aggiunto l'aspetto non meno importante dello stretto rapporto tra criptovalute e riciclaggio di denaro sporco, considerando soprattutto le attività della criminalità organizzata. Per questo è necessario un intervento deciso da parte dell'Europa che ha il dovere di provare a regolamentare la moneta digitale e mettere al riparo da truffe e gravi perdite soprattutto i giovani meno esperti».