Nel panorama attuale contraddistinto dal tira e molla del centrodestra, dai movimenti dei 5Stelle e dalla sostanziale calma piatta che si registra sul fronte Pd/Lbc comincia a prevalere la delusione intorno alle forze politiche che si sono mosse da mesi per cercare un'alternativa sia a destra che a sinistra in vista delle prossime elezioni. E il rammarico maggiore proviene proprio da chi era stato il principale motore del terzo polo, il consigliere del Gruppo Misto ed ex Lbc Olivier Tassi che ha aderito ad Azione, il partito di Calenda, e nel contempo ha portato sul tavolo locale un ragionamento che mettesse al centro il metodo e il progetto per la città, lasciando da parte personalismi e liti sui nomi. Dopo l'uscita del consigliere Antoci che ha criticato tra le righe la posizione di chi è in Azione e deve rispondere a una impostazione nazionale lasciando fuori i 5Stelle, Tassi chiarisce il suo punto di vista. «In questo ultimo anno ho lavorato alla creazione di un terzo polo che potesse raccogliere il consenso dei cittadini delusi da Coletta, preoccupati dal ritorno dei soliti noti del centrodestra che hanno malgovernato negli ultimi due decenni, la mia adesione ad Azione si basava proprio su questo progetto politico. Mi sono rivolto al PD, che molto aveva criticato l'operato dell'attuale amministrazione ed ai componenti del gruppo misto, Massimo Di Trento, Salvatore Antoci e Matteo Coluzzi in primis, ho guardato con attenzione ai movimenti civici che nascevano, partecipando alla presentazione del LIF di Giovanna Miele ed incontrando Annalisa Muzio ed i referenti delle associazioni che la sostengono, poi anche Antonio Bottoni, ed ho sempre chiesto loro di parlare prima del programma e poi dell'eventuale candidato". E' evidente, e Tassi lo ribadisce, che Azione ha una posizione di chiusura netta nei confronti dei partiti sovranisti e populisti e – dice "Ciò esclude a priori alleanze con la Lega, FdI e M5S, per questo malgrado io abbia stima personale di Maria Grazia Ciolfi, non ci sono le condizioni per un accordo in cui sia presente il M5S a Latina. Leggo del disappunto del Consigliere Antoci per la mia decisione, ma finché sarò in Azione non posso ignorare le indicazioni dei vertici, ricordando che Carlo Calenda ha lasciato il PD proprio a causa dell'alleanza con il M5S». Tassi si spinge a riflettere su uno stato di cose ormai lampante a chi osserva le dinamiche della politica di questi mesi: i partiti non riescono ad accordarsi sui nomi e di programma, scelte e visione di città non c'è traccia. "Malgrado i miei sforzi – spiega - il tormentone della candidatura ha fatto passare in secondo piano la condivisione del progetto con i potenziali alleati, tutti sono d'accordo ad aprire agli altri a patto che però siano loro ad essere il candidato Sindaco. La domanda che ponevo a tutti era che prima dobbiamo condividere cosa fare per la città e poi scegliamo insieme chi meglio può rappresentare la coalizione, escludendo me stesso dalla rosa dei nomi, in modo da non creare il retro pensiero che stessi manovrando a mio vantaggio. Purtroppo devo rassegnarmi al fatto che tra veti incrociati e personalismi il mio progetto di terzo polo è in difficoltà, questa settimana sarà decisiva per arrivare ad una decisione". Non manca l'analisi sui competitor: "Il panorama è chiaro, c'è Coletta ed il centrosinistra, c'è il M5S con forse qualche lista civica, ci sono gli outsider Muzio e Bottoni, e poi c'è il centrodestra dove pare ci siano due nomi, il primo è Vincenzo Zaccheo, che rappresenta il malgoverno del passato, basti ricordare lo sperpero di soldi per l'acquisto dei vagoni della metro leggera quando ancora non era approvato il tracciato, il secondo è Giovanna Miele, che rappresenta la nuova classe dirigente del centrodestra, non compromessa con il passato, che a mio parere sarebbe avversario assai temibile per tutti gli altri candidati». «Da parte mia – conclude - ho sempre cercato di contribuire alla città con le mie competenze, continuerò a farlo nei limiti del possibile».