Attrarre il voto moderato per vincere anche nel 2021. Giorgio De Marchis, ex consigliere comunale del Partito democratico e attualmente direttore del Parco nazionale dei Monti Aurunci, ha analizzato l'attuale scenario politico del capoluogo e prevede che il centrosinistra formato può davvero portare Damiano Coletta alla riconferma.

«Sarà il ceto medio, l'elettorato al centro della scena politica, che a Latina è storicamente numeroso, quello che deciderà la prossima sfida elettorale, quello che farà la differenza. Cinque anni fa al ballottaggio si schierò con Coletta, successivamente è tornato in una posizione attendista, senza tuttavia ricollocarsi nel centrodestra», analizza De Marchis. «Ecco la grande novità, il tratto originale della prossima competizione elettorale. La difficoltà del centro destra nel trovare il candidato non è figlia di problemi organizzativi, di veti e sgambetti, ma è il prodotto della crisi di rappresentanza del centro destra incapace di ricostruire il legame con il blocco sociale di riferimento che lo ha sostenuto dal 1993, costituito dall'elettorato di "appartenenza" e dal consenso del ceto medio». Ma per ottenere quel consenso cosa deve fare il campo largo? Un'idea l'ex consigliere De Marchis se l'è fatta. «Bisogna mettere in campo un progetto per Latina, un'idea di città da offrire alla riflessione del ceto medio, avendo la capacità di andare oltre il perimetro della coalizione elettorale "tradizionale" che sostiene Coletta. Il dialogo va instaurato direttamente con la città, con gli strati sociali attenti e sensibili, con l'obiettivo di assumere il ruolo di riferimento del ceto medio latinense, della parte moderata della città orfana di riferimenti politici e culturale. Damiano Coletta lo deve fare direttamente, senza intermediazione alcuna». De Marchis, in questo senso, ha apprezzato la recente conferenza stampa di Coletta. «E' indiscutibile che dal 2016 c'è un'offerta politica nuova, a Latina, che ha rinnovato profondamente la classe politica e l'apparato amministrativo della città. Certo ci sono stati errori ed imperfezioni, e molti dei problemi sono rimasti sul tavolo, non risolti mentre altri sono in via di risoluzione. Ma al netto di questo, si è affermata una visione della città lontana da condizionamenti esterni cha ha elevato gli standard di qualità della vita, migliorato l'offerta culturale, consentito alla città nel suo complesso di diventare libera ed accessibile a tutti. La stabilità di governo ha consentito il miglioramento dell'efficienza dell'azione amministrativa, il contrario della stagione delle lotte e lacerazioni che avevano caratterizzato le ultime consiliature».

Ora, secondo De Marchis, «è necessario mettere in campo un progetto di trasformazione strategica che recepisca le dinamiche urbane per trasformare la città da semiperiferia della capitale a centro urbano, sostenibile e green, facendole assumere una nuova dimensione strutturale sul sistema sanitario, sui trasporti, sulle politiche di integrazione».

Per fare tutto, bisogna prima vincere e per vincere, secondo l'analisi dell'ex consigliere comunale, è necessario «guardare al centro, all'elettorato moderato e deluso». Evitando, insomma, che nei prossimi mesi il Centrodestra abbia terreno facile per recuperare quell'area di consenso determinante per vincere le elezioni.