La maggioranza civica parte in anticipo per pianificare la coalizione che si presenterà alle prossime elezioni amministrative. E come prima mossa apre al dialogo con le liste di centrosinistra, avviando un'interlocuzione per capire se è possibile un'intesa sui programmi e sui progetti per ampliare il perimetro dell'alleanza. Per questo l'amministrazione Terra ha istituito un coordinamento interno alla maggioranza, che avrà il compito di confrontarsi con le forze che si sono caratterizzate per un'opposizione costruttiva, per valutare convergenze per il futuro. Il coordinamento, composto da un delegato per ogni lista, ha previsto una cabina di regia "ristretta" composta dai consiglieri Vittorio Marchitti (Forum per Aprilia), Mauro Fioratti Spallacci (Aprilia Domani), Alessandra Lombardi (Rete dei Cittadini) e Pino Petito (Piazza Civica) che in questi giorni hanno iniziato a sondare il terreno, avviando i primi colloqui con le liste. La maggioranza ha deciso di partire dal centrosinistra, avviando un confronto prima con Azione (rappresentata in Consiglio comunale da Giorgio Giusfredi e Davide Zingaretti) e poi con MovAp, al quale seguiranno altri incontri con i Democratici per Aprilia, Aprilia Verde e Futuraprilia. E dopo questa prima tornata dovrebbe toccare anche al Pd, il quale però merita un capitolo a parte.

Queste prime riunioni, piuttosto cordiali, serviranno soprattutto per chiarire le posizioni in campo e per comprendere se c'è la reale volontà (da ambedue gli schieramenti) di avviare un dialogo per arrivare a un accordo per le prossime amministrative. Un'eventualità che solo nel 2017 poteva sembrare un'eresia, ma che oggi appare più concreta anche alla luce dell'appoggio del Pd al ballottaggio del 2018, dell'ingresso del consigliere Vincenzo Giovannini (come indipendente) in maggioranza e dell'opposizione costruttiva (o morbida a seconda dei punti di vista) dei consiglieri Giusfredi e Zingaretti. L'impressione è che la maggioranza, che nel 2023 non potrà più schierare come candidato sindaco Antonio Terra, abbia la volontà di rinnovarsi senza però abiurare o rinunciare alle battaglie e ai principi che hanno portato il civismo al potere. Per questo uno dei paletti della coalizione è il divieto all'ingresso dei partiti, mantenendo un'impostazione civica, un veto che rende più complicato il dialogo con il Pd che dovrebbe rinunciare a presentare il simbolo per cercare un'intesa. Chiaramente siamo all'inizio, le distanze tra le parti ancora esistono, ma la possibilità di un accordo tra civici e centrosinistra - che supererebbe oltre 15 anni di incomprensioni - mai come ora appare una strada praticabile. Seppur impervia.