«Oggi se saltano le regole, la valutazione va fatta su quale sia il candidato più competitivo. Sono valutazioni che stiamo ancora facendo. Stiamo discutendo al nostro interno e noi non facciamo scelte di partito che vengano prima del bene dei cittadini, partiamo sempre da quello che serva ai cittadini». Sono parole pronunciate ieri dalla leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni e relativa alla vicenda della scelta del candidato presidente per le elezioni regionali in Calabria. Ma sono parole che possono essere utilizzate anche per inquadrare la situazione nel comune di Latina.

Nelle prossime ore dovrebbero rivedersi i tre partiti della coalizione e potrebbe essere davvero l'ultima volta che accade. La Lega non intende cambiare i propri nomi e sul tavolo metterà ancora una volta Giovanna Miele o Vincenzo Zaccheo. Nessun cedimento, a quanto dicono, da parte del Carroccio. Dagli ambienti salviniani arrivano infatti conferme in questo senso. Nel fine settimana il sottosegretario Claudio Durigon ha partecipato al gazebo in città per raccogliere le firme per i referendum sulla giustizia. E in questa occasione ha parlato con dirigenti locali, eletti e militanti, rassicurandoli che alla fine si arriverà ad una composizione sulla candidatura. Come? Probabilmente Durigon spera in una soluzione del conflitto nazionale tra Fratelli d'Italia da una parte e Lega e Forza Italia dall'altra. Un conflitto innescato dalle nomine sulla Rai e che potrebbe risolversi appunto nelle prossime ore, garantendo alla Meloni posti importanti nelle direzioni di rete e dei Tg, oltre alla guida della Vigilanza Rai. Una volta fatto questo, poi, il tavolo regionale e nazionale certificherà che la scelta sulla seconda città del Lazio è della Lega. A quel punto il cerino passerà agli altri. In pratica va scelto uno dei nomi proposti dal Carroccio e su quelli va fatto un accordo. Sarà così?

Nei giorni scorsi Claudio Durigon sull'argomento ha detto: «Noi del centrodestra, intendo Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia, siamo tutti consapevoli dell'importanza della partita che stiamo per affrontare e se stiamo prendendo tempo è soltanto perché le opzioni in campo sono tutte percorribili, ma è ovvio che dobbiamo convergere su un solo nome. Per noi della Lega, se dobbiamo ragionare in termini di candidature al di fuori dei partiti, è spendibile il nome di Giovanna Miele, che è una persona preparata, conosce la macchina amministrativa ed è pronta a mettersi in gioco; è spendibile il nome di Vincenzo Zaccheo, che è stato sindaco per due consiliature, è stato consigliere regionale ed anche parlamentare alla Camera dei Deputati. E' spendibile il nome di diversi professionisti che ci hanno imposto un vincolo di riservatezza e che hanno dato la loro disponibilità a condizione che a volerli sia tutto il centrodestra». Il senatore di Fratelli d'Italia Nicola Calandrini è stato più o meno dello stesso avviso: «Stiamo ragionando con gli alleati. Il nome deve avere la convergenza ampia di tutte le componenti». Da Forza Italia Alessandro Calvi spiega: «Gli elettori si aspettano un centrodestra unito, inclusivo e plurale aperto alla società civile e a tutti coloro che intendano dare il proprio supporto e contributo fattivo allo sviluppo della città. Il dibattito non può e non deve ridursi ad un toto nomi. Questione che non ci ha mai appassionati diversamente dall'esigenza di trovare la persona migliore da proporre ai cittadini quale candidato sindaco di Latina e su cui costruire un percorso ambizioso quanto impostato sul pragmatismo e sulla volontà di portare a termine le progettualità che, non questa o quella forza politica, ma una intera comunità mortificata da cinque anni di attendismo e non scelte merita».