Cinque anni fa, a pochi mesi dalla sua elezione, Damiano Coletta aveva chiesto tempo per cambiare la città ignorando che l'elettorato, stanco delle inchieste e di vivere sulla pelle disagi quotidiani, lo aveva scelto sulla scorta di un bisogno impellente di vedere nuovi scenari, quartieri rimodellati, un rinnovamento dentro il palazzo e nella città. Questa urgenza Damiano Coletta l'ha scontata vivendo i primi anni sotto il fuoco di critiche e malumori da gestire dentro e fuori il partito. Oggi appare più rilassato e deciso mentre ci accoglie nella sua stanza a piazza del Popolo: cinque anni fa parlava di buoni e cattivi, tagliava a fette i giudizi sul passato e quello che lo circondava, ora ammette alcune responsabilità, si imputa la lentezza, anche se fisiologica, nel dover gestire «in 5 anni problemi sedimentati per 20», sembra aver acquisito quella sicurezza di chi ora conosce il territorio ed è pronto – dice - per il secondo atto.

Quando tutto è cominciato lei aveva un obiettivo, restituire il legame tra politica e cittadinanza. C'è riuscito?
Sì, è da lì che sono partito perché volevo ripristinare il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni, che si era deteriorato per via del fatto che Latina era stata consegnata alla criminalità, c'era questa commistione tra politica e illegalità, come le ultime inchieste continuano ancora a dirci. Non finirò mai di ringraziare Procura e forze dell'ordine, poi ci sono però le scelte politiche che hanno rafforzato questa posizione, scelte orientate all'ottenimento delle pari opportunità per tutti, attraverso il rigore metodologico, la standardizzazione delle procedure, la implementazione dei regolamenti che ci ha visto lavorare in modo oscuro nei primi anni, comportando lentezza in alcune risposte, e che invece ora ha restituito dignità ai nostri dipendenti e a tutti i cittadini.


Lei allora disse anche che questa città aveva bisogno di manutenzione e decoro dopo anni di lassismo. Oggi avete iniziato tanti lavori, ma il cittadino che vuole vedere risultati concreti in un tempo ragionevole trova edifici chiusi, teatro, biblioteca, palazzetto e vive tanti problemi con le scuole. Ha sottovalutato il peso di gestire un comune come Latina o è il cittadino che vuole troppo?
Cinque anni fa mi sono trovato nel posto giusto al momento giusto in funzione delle aspettative della città, ma ho scontato l'inesperienza e la mancata conoscenza di tanti meccanismi. Ho commesso errori di valutazione, ma i cittadini qualche indulgenza me l'hanno concessa perché hanno colto quella volontà di privilegiare il bene comune e hanno capito che abbiamo dovuto affrontare problemi complessi. In città è cambiato il linguaggio e la percezione del decoro c'è: abbiamo un regolare sfalcio del verde, la giusta cura dei parchi ai quali abbiamo restituito sicurezza, abbiamo ricostruito 25 km di strade, ma alcune vanno rifatte da capo. Mi passi il gioco di parole, ma per sistemare le buche prima dovevamo sistemare il buco finanziario. La città ha dovuto pagare quasi 20 milioni di euro di debiti fuori bilancio, è come se una squadra di calcio dovesse iniziare il campionato con 20 punti in meno.
Abbiamo accennato al teatro, quando riaprirà?
Stiamo ultimando i lavori dopo aver rifatto la riprogettazione, le opere dovrebbero finire entro la metà di agosto. Siamo arrivati a un milione di euro di interventi su una struttura che non aveva mai avuto l'agibilità e quindi confido sul fatto che ci sarà una definitiva Scia da parte dei vigili del fuoco per la messa a norma come è accaduto per lo Stadio, dove si giocava sempre con ordinanze in condizioni precarie. Anche la biblioteca confido di riaprirla entro fine settembre, riavremo strutture fruibili e in sicurezza.

Urbanistica, impianti sportivi e gestione della macchina amministrativa, i settori più criticati da ex Lbc e da Pd e centrodestra, ma anche dai professionisti della città. E' d'accordo con queste critiche e cosa si può fare meglio?
No, non sono d'accordo, sull'urbanistica sicuramente avremmo potuto fare di più, ma i sei Ppe e i contenziosi che ne sono derivati e la vicenda Olimpia hanno condizionato tre anni di scelte. Adesso la rigenerazione urbana è partita, presenteremo linee di indirizzo per alcuni Ppe. Per le concessioni dei posti barca del porto di Rio Martino abbiamo chiesto una consulenza legale importante così come per il regolamento di polizia mortuaria che non aveva affrontato nessuno prima di noi. Ho affidato a un dirigente il compito di definire un bando per la concessione degli impianti sportivi, e ci lavora da tre anni perché esiste un pregresso nebuloso. Entro questo mandato vorrei definire una parte dei bandi, ma il lavoro è stato avviato per dare chiarezza e la certezza del diritto a chi vuole investire. Sulla gestione della macchina amministrativa abbiamo ripristinato la procedura della gara in una città abituata alle proroghe. Ricordo anche il posizionamento di Latina nel rating pubblico secondo i dati forniti da Fondazione Etica, siamo al primo posto nella Regione come migliore capoluogo di provincia e al decimo posto per la gestione del personale. Oggi ogni dirigente, e non è poco, si sente garantito nel suo lavoro perché ha uno standard procedurale a cui attenersi.

I detrattori considerano troppo accentrato e predominante il ruolo di Rosa Iovinella, e spesso la sua ingerenza è stata stigmatizzata dalla politica, quanto è fondata questa considerazione?
Sono critiche ingenerose che nascono da un preconcetto. Se volevo tenere fuori quel sistema serviva una blindatura sulle procedure e sulle delibere e il segretario e direttore generale è stata una figura di garanzia per l'ente e la politica stessa, soprattutto in fase iniziale dove il rischio era elevato di ricevere qualche polpetta avvelenata, che grazie al suo rigore è stata schivata. Al contrario forse c'è stata, con questo pressing, una ingerenza della politica nei suoi confronti, probabilmente quel rigore metodologico che era stato un elemento di forza stava smontando i giocherelli che si erano consolidati nel tempo...

Abc l'ha definita in consiglio la scelta in cui ha creduto di più e le sentenze sulla sua costituzione le hanno dato ragione. Però i problemi non sono mancati, oggi avremmo dovuto essere oltre l'80 per cento di differenziata e c'è una indagine in corso sugli affidamenti diretti dell'azienda.

Sull'indagine condivido la linea del Cda di mettersi a disposizione nella massima trasparenza, faremo una valutazione interna e qualora fossero accertate delle responsabilità si procederà.
Su Abc non dobbiamo dimenticare che l'azienda è partita dalle ceneri di una società partecipata con 30 milioni di debiti, con un personale disorientato e senza garanzie. Avere il prestito da Cassa Depositi e Prestiti era subordinato alle sentenze e il ritardo c'è stato. Ma una volta partiti, la strada è veloce e a fine 2022 dovremmo arrivare a valori intorno al 60%, abbiamo salvato 170 posti di lavoro e stabilizzato durante la pandemia 50 posti di lavoro, la loro riconoscenza è uno dei momenti più belli della mia esperienza amministrativa.

In questa amministrazione il peso della giunta è stato forte. Però molte delle persone che ha scelto, sei assessori su nove, l'hanno lasciata. Cosa non ha funzionato ?
In qualsiasi giunta di qualsiasi comune i cambi sono stati fisiologici. All'inizio le mie sono state scelte fiduciarie e gli assessori hanno lasciato nel momento in cui non riuscivano a garantire gli standard di lavoro necessari, anche questo è pensare al bene comune e non in funzione di una poltrona che in qualche modo deve essere salvaguardata.

Questa squadra assessorile sarà riconfermata se lei vincesse le elezioni?
Sono valutazioni che faremo successivamente, ma l'importante è che siano riconfermati i valori attorno ai quali ci siamo mossi, sostenibilità, legalità, partecipazione.

Parliamo dei partiti. Siete stati civici contro la politica per 5 anni, ora vi alleate, cosa vi ha fatto cambiare valutazione?
Siamo arrivati alla fine del primo atto mantenendo una coerenza nel percorso. Lbc è e rimarrà un movimento territoriale, ma non abbiamo mai voluto criminalizzare la struttura partito e abbiamo fatto già tra anni fa la scelta di modificare lo Statuto per consentire agli iscritti di aderire a altri partiti. La prospettiva di confrontarci con i partiti nasce dall'esigenza di aprirci ad un dialogo necessario. E' una evoluzione importante.

Perché vi alleate con il Pd che vi ha criticato aspramente per 5 anni? Spieghiamolo alla città. Coletta ha bisogno del Pd per vincere ?
Abbiamo bisogno dei contributi delle persone e anche dei partiti che sono disponibili a stare dentro quel campo di valori come partecipazione, sostenibilità e solidarietà. La comunità del Pd a mio avviso sta in questo campo, mi avevano votato già al ballottaggio, poi la scelta di fare opposizione l'ho rispettata.

La Zuliani si candida a sindaco, ma aspirava a un ruolo nella sua giunta. Cosa è andato storto?
Non ci si siede a un tavolo discutendo di poltrone ma parlando di temi e valori. Io rispetto le scelte di tutti, lei probabilmente perde la possibilità di incidere sulla città con un secondo mandato che rappresenterà la svolta. Poteva prendersi delle belle soddisfazioni, mi dispiace per lei…

Il Pd però ha detto di voler incidere in alcuni settori, che spazi di contaminazione lascerà loro?
Ci si confronta nel rispetto reciproco e nessuno è in condizione passiva. Ci sono già stati loro contributi importanti come sul progetto dello Stallino e viceversa anche sulla gestione della discarica le mie istanze sono state ascoltate. Il loro contributo è valore aggiunto, ma io la contaminazione la vedo anche a destra. La mia comunicazione politica negli ultimi due anni è cambiata, riconosco all'inizio di essermi chiuso per ritrovarmi con le persone di fiducia, commettendo anche qualche errore. Bisogna andare oltre le ideologie, oltre la destra e la sinistra non per demagogia elettorale, ma perché già le scelte degli ultimi due anni sono andate in questa direzione. Non è più il tempo di una discriminazione tra buoni e cattivi su base ideologica, esiste la capacità di mettersi a disposizione per la città per il bene comune. Io l'ho fatto con la gestione del Covid e i cittadini hanno capito che so prendermi cura della città. Andiamo avanti insieme per gestire le risorse e rivendicare l'orgoglio di portare la città su una ribalta europea.
Il centrodestra non ha ancora un candidato. Come sfrutterà questo vantaggio?
Si deve sempre avere rispetto dell'avversario, me lo ha insegnato lo sport, ma si deve avere anche rispetto dei cittadini. A mio avviso questa indecisione e incapacità del centrodestra nel trovare un candidato su dinieghi incrociati che vengono da Roma e da più partiti è un'offesa ai cittadini di centrodestra. Non si sta pensando alla loro cultura e alla comunità di Latina.
E con il Movimento 5stelle?
Il dialogo sta continuando, c'è una identità di valori. Hanno un candidato sindaco, ma stiamo dialogando perché il campo dei valori ci vede affini. Rispetto l'identità di ognuno ma non mi chiudo al confronto in questa fase.

«Quello che mi ha tolto Coletta è l'orgoglio di essere rappresentata da questa compagine di governo cittadino. Una compagine inconcludente». Lo ha detto Annalisa Muzio, la teme?
Rispetto il punto di vista della Muzio e il suo sentirsi non rappresentata, vorrei però che la campagna elettorale si basi sulla lealtà e sulla capacità di alzare l'asticella e non sulla denigrazione dell'altro. Se la temo? Sarebbe un segno di insicurezza, e io invece mi sento sicuro del percorso fatto.
Penso invece che stia scattando un orgoglio diverso, un orgoglio pontino, rappresentato da una città che ha alzato la testa dopo che fino al 2015 era percepita come consegnata alla criminalità e oggi è vista come città dei bambini e dei giovani e capace con i servizi sociali di fornire assistenza e presa in carico. E sul percorso storico ricordo la targa a Sibò, la celebrazione della prima pietra, la valorizzazione della rete integrata delle città di Fondazione, tutti pezzi che segnano il rispetto della storia che va oltre strumentalizzazione e negazionismo.

Le piace il calcio, allora facciamo un pronostico: a ottobre Coletta vince al primo turno?
Sa che non ho mai giocato la schedina? Ma dico che quando scendo in campo lo faccio per dare il massimo del risultato. I sondaggi vanno presi per le molle, ma mi fa piacere ricordare che negli ultimi 3 anni il sondaggio del Sole 24 ore mi ha visto ai vertici nazionali con una percentuale di gradimento intorno al 60%.

Una cosa che avrebbe voluto realizzare e fare meglio, e non è riuscito. E una di cui va fiero.
Mi chiesero nei primi cento giorni cosa volevo fare e dissi che volevo eliminare le barriere architettoniche. Ecco non ci sono riuscito e questo deve essere l'elemento identitario del secondo mandato, un piano per l'abbattimento di tutte le barriere architettoniche. Fare rattoppi non serve, ci vogliono interventi strutturali. Vado fiero di Abc, una sfida importante che mi vede vincente senza aver esposto la città a dei rischi, ma anche del fatto che in città si parla di bene comune e partecipazione nel linguaggio di tutti, ci sono 40 patti di collaborazione, altri 35 in attesa. C'è una parte di città che non fa rumore ma avverte il piacere di condividere la gestione dei beni pubblici. Abbiamo restituito Latina ai latinensi.

Se non ottiene il secondo mandato cosa ritiene di lasciare quale irrinunciabile eredità al successore e cosa pensa che lui cambierebbe appena può?
E' una ipotesi che non prendo in considerazione, sono concentrato sulla vittoria e come gestirla (ride). Però, a pensarci bene, la legalità come patrimonio della collettività è l'eredità a cui tengo di più, non c'è dubbio.